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Cinema

Nei cinema di Napoli si sogna con Cenerentola versione Branagh

cenerentolamadrinaIl compito di Sir Kenneth Branagh, regista di shakespeariani affetti, era alquanto duro: cimentarsi con il classico dei classici d’animazione Disney, Cenerentola, ambizioso progetto la cui preparazione è durata ben 5 anni. Con la sceneggiatura di Aline Brosh McKenna e Chris Weitz, Branagh ci riporta appieno nel mondo dei sogni e delle fiabe, in cui gentilezza, coraggio, perdono e amore trionfano sulla cattiveria, sulla solitudine, sull’egoismo ed uno spirito di sopravvivenza maggiormente animalesco.

La storia narrata è sostanzialmente quella già vista nella versione animata del 1950. La protagonista, però, stavolta ha un nome, Ella, interpretata da una algida e romantica Lily James, mentre Richard Madden incarna il principe azzurro, in famiglia, Kit.

Il confronto con l’altro live action Disney, Maleficent con Angelina Jolie, uscito lo scorso anno, è inevitabile. E la Strega Jolie ne esce a pezzi. A differenza dell’aggiornamento della Bella addormentata, dove la fiaba classica è stata snaturata, in Cenerentola s’apprezza il totale rispetto della fiaba in quanto tale, con le sue atmosfere ed emozioni. Si respira magia, e si sogna. La morale è certa ed immutabile nel tempo: l’amore ed il bene vincono sempre, anche dopo sofferenze e travagli.

La caratterizzazione del male e della vacuità è appannaggio di Cate Blanchett, Matrigna con la sua risata luciferina e sguaiata, con le odiose e insulse figlie, Anastasia e Genoveffa, tutto l’opposto della dolce Ella, ed in perenne quanto inutile competizione tra il nulla.

La fata madrina, Helena Bonham Carter, la signora Burton, è sciroccata al punto giusto, pronta però ad aiutare chi crede ancora nella gentilezza. Particolarmente riuscite sono le sequenze della trasformazione della zucca e la vestizione di Cenerentola e quella della sua fuga, con l’immancabile perdita della scarpetta allo scoccare della mezzanotte, e della ritrasformazione.

Una menzione particolare alle scenografie di Dante Ferretti, il cui lavoro è sotto gli occhi di tutti, ed ai costumi di Sandy Powell (in giuria a Venezia71) che omaggiano quelli del cartone, e che contribuiscono a caratterizzare i personaggi (le doppie geometrie ipercolorate delle sorellastre; le varie tonalità di verde, il viola ed il nero per la Matrigna; tenui pastelli per Ella; alte uniformi ricamate in oro per il principe).

La Disney per celebrare il mito di Cenerentola ha realizzato con i designer Paul Andrew, Alexandre Birman, Rene Caovilla, Jimmy Choo, Salvatore Ferragamo, Nicholas Kirkwood, Charlotte Olympia, Jerome C. Rousseau e Stuart Weitzman, una collezione nella quale viene reinterpretata la magica scarpetta di cristallo: la mostra è stata presentata in anteprima al Festival di Berlino e girerà l’Europa. I cristalli per tali magnifiche creazioni sono stati forniti da Swarovski che, sotto la direzione della costumista Sandy Powell, ha realizzato anche la scarpetta di cristallo che appare nel film.

Mai come stavolta ci fu finale più appropriato: e vissero felici e contenti…

[Photo: Walt Disney Pictures]

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