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Il cinema? Un affare di famiglia – Ricordo dei fratelli De Santis
17 febbraio, 2017   |  

di Sandro Dionisio*

Pasqualino-De-Santis

Nonostante l’atteggiamento schivo, il sorriso sempre accogliente e dolcissimo, Pasqualino De Santis (foto) è stato un titano della settima arte: la sua sapienza ha accompagnato i percorsi artistici di  geni come Rosi, Visconti, Fellini, Losey e Zeffirelli, con cui vinse il primo Oscar™ per Romeo e Giulietta. Uomo di cultura squisita e affilatissima, Pasqualino ha regalato al cinema italiano la luce degli spazi infiniti delle sue campagne di Ciociaria, operando come un’apertura improvvisa della luce fino a lui tipica del cinema degli anni 30/60 verso un gusto pittorico naturalista  che ha fatto poi la fortuna del nostro cinema.

Per Pasqualino il cinema è stato un “affare di famiglia”, come mi sussurrò ammiccante un giorno sul set del Diario napoletano di Francesco Rosi in cui ero assistente alla regia, consapevole del mio doppio legame cinematografico ma anche affettivo col grande maestro di Mani  sulla città e anche con suo fratello Peppe che mi aveva formato al bello negli anni del Centro Sperimentale di Cinematografia. Pasqualino aveva iniziato come assistente di Gianni Di Venanzo per poi esordire come autore della fotografia nei primi lungometraggi del fratello Peppe; aveva insomma respirato da sempre quell’aria esaltante del cinema d’autore italiano nella stagione più eroica della sua vicenda.

Come uno stoico capitano non abbandona la sua nave, Pasqualino ha chiuso la sua esistenza e la sua carriera sul set de La tregua di Rosi, provato dai rigori estremi della Russia dove la troupe si era trasferita per alcuni mesi di lavorazione. Se la morte è cartina di tornasole di un’intera esistenza, quella di Pasqualino e ben più che una morte metaforica: caduto nel corso dell’ultimo grande progetto di uno dei più luminosi geni del cinema italiano, Pasqualino ha fissato così per sempre la sua esistenza alla sua passione cinematografica, rappresentando un amore e una passione incondizionati per la settima arte, che vanno a mio avviso raccontati alle  nuove generazioni  che sapranno raccogliere da questa esaltante lezione di vita una eredità  che renda i loro sogni più alti e più adeguati.

*regista di cinema e teatro (http://www.sandrodionisio.com/)

[Photo: theitaliantouch.org]

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