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Cultura, Libri

Se una “graphic novel” diventa un cult: “Persepolis – Tra editoria e grande schermo”

Sicuramente uno dei fumetti più famosi del Terzo Millennio è “Persepolis” della fumettista iraniana Marjanne Satrapi. Il fumetto della Satrapi chiude il XX secolo, secolo in cui il fumetto ha fatto i suoi primi passi (la data della nascita del fumetto è il 1895), è cresciuto e si è sviluppato. “Persepolis” , difatti, più che un fumetto è una graphic novel, in quanto l’ autrice anziché  inventare un personaggio e svilupparne una serie di avventure decide di raccontare se stessa, le sue vicende e il suo modo di vivere un avvenimento storico ben preciso: la Rivoluzione Iraniana del 1979. In quell’anno Marjanne è una bambina di soli 10 anni.

Quest’evento renderà impossibile la vita in Iran tanto che la giovane Marjanne, cresciuta in una famiglia colta e di idee marxiste,  piuttosto che portare il velo e vivere in una società sempre più chiusa, in cui era vietato per una ragazza pesino mostrare il polso, sorridere troppo o ascoltare musica  con un walkman, preferisce andare a vivere a Parigi.

Il fumetto, uscito per la prima volta nel 2000, diventa subito un cult. Nel 2002 fu pubblicato in Italia dalle edizioni Lizard, mentre nel  2007 dal fumetto nasce un film d’animazione.

Ad accorgersi del dilagare del fenomeno e, quindi, a fare uno studio approfondito sulla genesi e la storia di “Persepolis” sono stati due giovani studiosi napoletani: Nicoletta Preziosi e Armando Rotondi che a questo fenomeno hanno dedicato il volume “Persepolis, tra l’ editoria e il grande schermo”.

Dal volume di Preziosi e Rotondi emerge che “Persepolis”, come si diceva a proposito della graphic novel, non è un semplice fumetto ma è una delle primissime volte in cui un fumettista racconta se stesso (anche se, bisogna dirlo, ci sono precedenti illustri come Art Spiegelman che in “ Maus” ci ha narrato la storia del padre Vladek, rinchiuso nel campo di concentramento si Aushwitz) . Nel caso di Satrapi la storia non è solo quella di una ragazzina con dei problemi ma questo tipo di affresco storico è, potenzialmente, un affresco all’ umanità quando viene realizzato da fumettisti come Satrapi (o come Spiegelman).

Insomma, questo piccolo libro va letto, per capire meglio il perché del successo di “Persepolis” dal punto di vista del pubblico e dal punto di vista della critica.

Ma prima, ovviamente, se non lo avete già fatto, bisogna acquistare “Persepolis”  di Marjanne Satrapi per farsi narrare con ironia e semplicità quello che è stato un dramma sia sul piano individuale sia sul piano collettivo. Per capire che anche con il fumetto si può fare memoria.

E durante il tempo della lettura Marjanne Satrapi sarà una vostra compagna di viaggio con la quale conoscerete, con entusiasmo, un po’ di storia di un paese come l’ Iran. Così lontano, così vicino…

Riferimenti bibliografici: Preziosi Nicoletta, Rotondi Armando, “Persepolis – Tra editoria e grande schermo”, Il Foglio, Piombino, 2011, € 12.

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