
Per dubbio o per passione: la passione, autentica e trascinante, è quella che Peppe Pacelli – chitarrista, compositore, educatore musicale – profonde nel proprio lavoro; il dubbio, è ciò che gli fa percepire ogni risultanza artistica come un punto di partenza, mai di arrivo.
Il nuovo progetto solistico di Pacelli contiene questo e molto altro. Dopo i lavori in duo con Sòria e con il clarinettista Francesco Cimmino (già recensiti su queste pagine), Pacelli si concede una summa di più di venti anni di un percorso artistico che continua a sorprendere per freschezza ed eclettismo: davvero vario il ventaglio di registri ed atmosfere attraversato da queste 6 tracce, dai toni sognanti e quasi lounge dell’ouverture di Stazione 1997 al finger picking malinconico de Il primo viaggio, evidentemente intrise di ineffabili umori autobiografici, si passa ai brividi della traccia che dà il titolo all’album, pregna di un duende ironico e tanguero, fino ad approdare al chitarrismo disteso di Stai qui e a quello decisamente più rock di Speranze, le tracce di chiusura. Nel mezzo, l’entr’acte sorprendente della cover strumentale di I’te vurrìa vasà, classico della canzone napoletana qui squarciato da uno struggente assolo rock degno del migliore Gilmour.
Pacelli, anche arrangiatore e produttore del lavoro, distribuito da Soni ex mundo, è coadiuvato da uno stuolo di puntuali collaboratori, tra cui spiccano Lina Federico al piano, delicata e mai invadente, e Ciro Coticelli ed Agostino Izzo alle percussioni, oltre alle collaborazioni di Marco Matrone, Gennaro Severino, Giovanni Crescenzi, Antonello Buonocore e il citato Francesco Cimmino.
Il lavoro è disponibile, oltre che su disco fisico, su Spotify e sulle principali piattaforme di streaming musicali, youtube incluso:
https://www.youtube.com/results?search_query=per+dubbio+o+per+passione+peppe+pacelli+album

