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La chiusura della storica Pasticceria Bellavia
30 marzo, 2017   |  

bellaviaLa gastronomia è alta cultura, sia che si tratti di tradizione che di innovazione. Ed è per questo motivo che l’annunciata, e si spera smentita dai  fatti in futuro, chiusura di Bellavia  al Vomero a via Luca Giordano ha una valenza non dissimile dalla chiusura di Guida o di Loffredo.

Bellavia ha una importanza notevole nella storia gastronomica napoletana dell’ultimo secolo, punto di contatto tra due  tradizione, quella partenopea e palermitana di origine, unendo insieme i punti forti delle due scuole. È difficile pensare a una chiusura per fitti dei locali aumentati in maniera esponenziale (15 mila euro alla luce del nuovo contratto da metà aprile), in particolare in un periodo in cui il Vomero (ma in genere Napoli) vede il moltiplicarsi di negozi gastronomici e di pasticceria. Si pensi all’espansione di Leopoldo e all’arrivo, al Vomero e altrove, di Mennella da Torre del Greco.

La voglia, come ne parla , di chiudere tutto e trasferire la pasticceria completamente a Milano lascia paradossalmente con l’amaro in bocca perché potrebbe essere un tesoro che viene perso. Napoli è sempre stata orgogliosa e protezionista nei confronti del proprio cibo e delle proprie prelibatezze (secondo alcuni una sorta di nazionalismo culinario o di provincialismo). Bellavia a Milano sembra quasi una ferita. Non certo causata da Bellavia.

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Armando Rotondi

Autore : Armando Rotondi

È docente di Letteratura Italiana a L'Orientale di Napoli e Full-Time Lecturer in Performance Theory, History and Criticism e in Story-Telling a Barcellona. Precedentemente è stato Adjunct Prof. presso la Nicolaus Copernicus University di Torun (Polonia) e ricercatore in visita a Bucarest e ha insegnato Discipline dello Spettacolo e dei Grandi Eventi al Corso di Laurea in Scienze del Turismo dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Dopo essersi laureato in teatro e cinema presso la “Federico II” e “La Sapienza” di Roma, ha conseguito il Dottorato di Ricerca all’University of Strathclyde di Glasgow. È stato traduttore per il Tron Theatre di Glagow. Iscritto come giornalista al Chartered Insitute of Journalist (UK), ha pubblicato quattro monografie, un volume in curatela e circa cento tra articoli scientifici, schede di catalogo e voci di dizionario/enciclopedia. È stato inoltre relatore in più di venti convegni internazionali in Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Polonia, Romania, Turchia, Irlanda e Repubblica Ceca.

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