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Voglio ancora sparare a un aquilone
30 maggio, 2013   |  

CG TEatro 

Presenta 

Voglio ancora sparare a un aquilone 

Studio/performance sulla pazzia 

Liberamente tratto da : Piccolo delirio manicomiale 

di e per Annibale Ruccello 

Con Clif Imperato 

Adattamento e regia  Gaetano Battista 

 

Una stanza, un giardino, un fiore colto e poi spezzato. Una vita, una routine di un animale in gabbia che vomita continuamente il suo delirio di appartenenza alla vita normale. 

Riti maledetti per scacciare gli spiriti maligni che ottenebrano la mente e divertono il delirio onnipotente di un uomo costretto a vagare nel buio.

Una vita spezzata dall’ essere diverso, dall’essere strano ma semplicemente incompreso nella sua fragile umanità.

Una malattia perversa che viene combattuta con la repressione, quando basta una carezza per calmare gli spiriti infermi.

Questa è la pazzia, questa è la storia di tutti noi. 

 

Hannno detto/Intervista 

(Antonella Russoniello giornalista del Buongiorno Irpinia, ITV Campania, addetto stampa Castellarte-Festival Internazionale di Artisti in Strada ) 

Intenso ed emozionante lo spettacolo di CG Teatro dal titolo

Voglio ancora sparare a un aquilone”, liberamente tratto dal regista Gaetano Battista,

da “Picccolo delirio manicomiale” di Annibale Ruccello e interpretato da Clif Imperato.

“L’idea dello spettacolo – spiega Gaetano Battista – nasce dall’esigenza, manifestatami dall’attore, di mettersi in gioco con un lavoro diverso e intenso a cominciare dalla preparazione dell’attore. Entusiasta del mio monologo sulle morti bianche “Candido”, rappresentato con successo in tutta Italia, Clif mi ha chiesto espressamente di creare questa performance in cui l’attore in scena diventa il fulcro di una forza emotiva vitale”.

Drammaturgo tra i più interessanti della contemporaneità campana, Annibale Ruccello è stato per l’autore e regista un modello da amare ma anche da ricreare.

“Ruccello è stato un drammaturgo di bravura eccelsa – continua Battista – ma il problema principale è stato appunto staccarsi da lui, dalla sua idea, creare qualcosa di nuovo, di forte, di carattere e caratura emotiva. Ecco perché ci siamo staccati completamente dal testo e dalla storia

e abbiamo creato un personaggio nuovo, un uomo come tutti noi costretto a vivere la pazzia come una cosa anormale.”

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