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“I migranti del tempo” per “Leonardo Raffaello Caravaggio – Una Mostra Impossibile”: la trilogia teatrale inedita di Alberto Massarese
17 gennaio, 2014   |  
1560582_194095067464924_1251365247_nIl regista Alberto Massarese torna a Napoli, sua città di origine, dopo un lungo percorso di formazione internazionale. Dopo aver conseguito una laurea a Reading, Inghilterra, con tesi sul rapporto tra cinema e fumetto, vive diverse esperienze professionali tra l’Europa e il Canada e vince, nel 2009, una borsa Fulbright che lo porta in California dove ottiene un MA in Film Production alla SDSU. Riceve il prestigioso Kathleen Kennedy Production Scholarship Award e una menzione speciale in occasione del festival internazionale “scrittura e immagine” del premio Flaiano per il suo cortometraggio No Place Like Oz, piccolo apologo sullo stridente contrasto tra la realtà e il sogno. La sua estetica filmica si muove sul terreno dell’intersezione tra i codici espressivi con una particolare attenzione agli effetti di percezione per cui allo spettatore è  dato vedere la realtà e il suo sottinteso onirico.
Leonardo Raffaello Caravaggio – Una Mostra Impossibile”  è l’operazione, condotta da Rai-Radiotelevisione italiana, Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo e Associazione Pietrasanta Polo culturale, che mette l’una accanto all’altra, in una selezione altrimenti “impossibile” per l’appunto, il maggior numero mai immaginato di opere per ciascuno dei tre giganti dell’arte universale, compresi affreschi ed altri capolavori che diversamente non potrebbero lasciare in concreto le loro sedi. 63 dipinti di Caravaggio, 37 di Raffaello (compresa “La scuola di Atene”) e 17 di Leonardo (tra cui “L’ultima cena”), proposte in riproduzioni digitali ad altissima definizione, saranno ospitate dal 3 dicembre 2013 al 21 aprile 2014 nelle sale di un altro capolavoro restituito alla città di Napoli, vale a dire il convento di San Domenico Maggiore, reduce da un imponente e capillare restauro.
“Una macchina del tempo e tre geni dell’arte universale che, in viaggio dal passato, si immergono con stupore nella tecnologia dell’oggi, uniti come sono dall’irrinunciabile volontà di continuare a creare” – dice l’autore e regista Alberto Massarese, e continua – “In ogni singolo evento l’artista protagonista discute il suo lavoro e le sue impressioni sul tempo presente con gli altri due. I tre autori in mostra, tra repulsione, entusiasmo e stupore, ‘rinascono’ nel cuore di una metropoli moderna, irretiti dai mestieri d’arte della contemporaneità o semplicemente posseduti dalle visioni estetiche e scientifiche che il presente offre loro”. Articolata in tre “Migrazioni” corrispondenti ad altrettanti spettacoli, “I migranti del tempo” è la partitura teatrale inedita, scritta e diretta da Alberto Massarese, che racconta l’unicità e trasversalità dell’operazione di Leonardo Raffaello Caravaggio – Una Mostra Impossibile, in equilibrio tra arte, tecnologia e divulgazione. Tre appuntamenti, dunque: quello del 18 gennaio, che vede protagonista Leonardo da Vinci, che “rinasce” al futuro come una sorta ingegnere informatico, folle inventore di progetti impossibili e innovativi. E ancora, quello del 26 gennaio, che attribuisce il ruolo centrale ad un Raffaello Sanzio riletto in chiave bohèmien, un artista di strada intriso di misticismo; ed infine Caravaggio, il 1 febbraio, che la modernità ritrova fotografo, ossessionato, ora come allora, dalla ricerca del rapporto tra la luce e i corpi ritratti.
Abbiamo incontrato Alberto per porgli qualche domanda sul suo lavoro, ecco la nostra piccola intervista.
– Come nasce la trilogia I Migranti del Tempo?
L’idea base è ispirata al concetto stesso su cui credo si fondi la mostra: le opere viaggiano nel tempo e restano percepibili grazie alle tecnologie che ne permettono sia l archiviazione sia la fruizione. Cosi’ come le opere sono state traghettate nel tempo arrivando a noi in un altro formato, ho pensato di far sperimentare questo stesso viaggio ai tre artisti che sono al centro della mostra. E’ divertente, cosi’ come la natura giocosa della nostra performance, verificare le reazioni “possibili” di Leonardo, Raffaello e Caravaggio posti a confronto con l’oggi. Mi sono poi chiesto quali mestieri avrebbero oggi ricoperto i tre; di qui’ Leonardo si trasforma in un nerd, Caravaggio in un fotoreporter e Raffaello in un semplice madonnaro alla ricerca di un sacro che piu’ non esiste. Mi piacerebbe qui ricordare l’apporto dei tre attori coinvolti nello spettacolo, Antimo Casertano, Andrea Fiorillo e Sergio del Prete e della consulenza di Angelo Bernardino per i costumi.
– Cosa lega il Rinascimento al Duemila?
Credo che il Rinascimento sia stato la fine di un epoca e l’inizio di un nuovo tempo: era un tempo in cui l’artista cercava di  acquistare un identita’ e’ una consapevolezza che ancora non possedeva, relegato com’era al ruolo di artigiano. Infatti Leonardo ha speso la sua intera esistenza tentando di coniugare arte e scienza per poter validare la sua funzione di artista. Oggi con le nuovissime tecnologie gli artisti si trovano davanti ad una sfida molto simile.

 
– Hai viaggiato molto, cosa ti riporta a Napoli?
Intanto i vincitori di una borsa Fulbright sono chiamati a spendere le competenze acquisite per un minimo di 2 anni nel paese di origine. Ovviamente e’ quello che sto provando a fare con forza e disagio. In ogni caso uno dei miei obiettivi e’ sempre stato quello di riportare a Napoli talenti e competenze internazionale e anche riscoprire la mia citta’ da prospettive sempre diverse cosa che il mio viaggiare mi aiuta a fare.
– Hai più linguaggi a tua disposizione, scrivi fai cinema, teatro…  cosa fa sì che il tuo lavoro si trasformi in un’opera teatrale o in un film.
Per quanto riguarda il registro che adopero nei miei linguaggi oscilla spesso fra i due medium sia a causa della mia formazione sia per la voglia di voler sperimentare continuamente le immagini e direi le visioni ( spesso anche oniriche) che mi ronzano in testa. Spesso i miei film per questo motivo acquistano un sapore teatrale, e dichiarano apertamente l artificio e la finzione e le mie opere teatrali denunciano citazioni e modi cinematografici fino a mescolarsi a volte in lavori multimediali come ad esempio “Napoli Scorticata” o le altre mie esperienze di Live Art. E poi visto che ci riferiamo al Rinascimento, un ruolo decisivo lo svolge la committenza.
– A proposito del rapporto con la realtà che emerge dai tuoi lavori, cosa ti ha dato Una Mostra Impossibile?
La possibilita’ di sperimentare in uno spazio museale un’ azione dal vivo che si rispecchiasse, giocandoci, con l’alta competenza filologica dell’allestimento. Perche’ no? Contribuire al viaggio di percezione degli spettatori con una ventata di leggerezza.

“I migranti del tempo” per “Leonardo Raffaello Caravaggio – Una Mostra Impossibile”

Sala del Capitolo del convento di San Domenico Maggiore – vicolo San Domenico Maggiore, 18 – 80134 Napoli;
Sabato 18 gennaio ore 21 “Leonardo” | Domenica 26 gennaio ore 21“Raffaello” | Sabato 1 febbraio ore 21 “Caravaggio”
Testo e regia di Alberto Massarese
Personaggi e interpreti: Leonardo – Antimo Casertano |Raffaello – Andrea Fiorillo | Caravaggio – Sergio Del Prete
Elementi scenici e costumi a cura di Bernardo Angelino.
Ingresso 10 euro compreso l’accesso alla mostra.
Per informazioni e prenotazioni  081 0102005 (dalle 10 alle 22) e 3404754793 – info@polopietrasanta.it  e livesultettodineapolis@gmail.com
Facebook: Una Napoli Impossibile (pagina ufficiale del programma di eventi della mostra).
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Michela Iaccarino

Autore : Michela Iaccarino

Leone ascendente scorpione. Classicista. Originaria della penisola sorrentina, trentenne. Eterna studentessa alla facoltà di Filosofia della Federico II. Collaboratrice e fotografa presso l’Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema, i Quaderni di Cinemasud e CNN Italy. Ama ripetere: “La fotografia è la più verosimile delle menzogne”.

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