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La poesia di Kiss & Cry di Jaco Van Dormael
20 giugno, 2016   |  

KISSCRY

È difficile descrivere cosa sia davvero il belga Kiss & Cry, presentato a Napoli per la regia di Jaco Van Dormael, grande regista cinematografico de L’ottavo giorno e di Dio esiste e vive a Bruxelles.

Cinema? Teatro? Video arte? Danza? Tutto. Kiss & Cry è uno splendido esempio di ognuna di queste specifiche arti e qualcosa di più, perché è sintesi poetica di tutte  queste componenti insieme. È allo stesso tempo cinema puro e grande teatro. È tecnica e poesia in simbiosi. Non un semplice virtuosismo o esercizio di stile. È un’idea stupenda nata, nel 2010-2011, dalle menti di Michèle Anne De Mey e dello stesso Van Dormael, e la creazione collettiva, essenziale, di Grégory Goskean, Thomas Gunzig (anche autore dei testi), Julien Lambert, Sylvie Olivé, Nicholas Olivier. Ed è sicuramente uno dei migliori spettacoli visti e che probabilmente si vedranno in questa edizione 2016 del Napoli Teatro Festival. Uno spettacolo che ha portato la kermesse a un livello qualitativo davvero  alto e che deve essere mantenuto.

Kiss & Cry è una riflessione poetica sull’amore. È una riflessione sulla memoria, sui ricordi. È un film che è realizzato dal vivo e scorre sul grande schermo bianco posto sul palco. E contemporaneamente è l’arte della sua realizzazione, con i tecnici e i danzatori (che sono entrambi interpreti) di  una precisione sconvolgente e avvolgente. Perfetti  nelle  coreografie in cui le sole mani si fanno personaggi e ballerini, perfetti nei movimenti di macchina da presa, nelle dissolvenze, negli effetti speciali, e nella costruzione in diretta di micromondi, finti, perché palesi modellini, ma veri al contempo perché capaci di far entrare lo spettatore in quel mondo e in quella storia.

Lo spettatore divide il proprio sguardo tra lo schermo e il palco. Tra le immagini che scorrono e le immagini che vengono realizzate. E in tal modo, complice anche una colonna sonora scelta con grande intelligenza  e un testo  che  vive un perfetto equilibrio tra poesia, ironia e dramma, Kiss & Cry si sviluppa come una delle più belle esperienze emozionali e visive  degli ultimi anni di Festival. È stato  un onore poter assistere a questo spettacolo a Napoli.

[Photo: napoliteatrofestival.it]

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Armando Rotondi

Autore : Armando Rotondi

È docente di Letteratura Italiana a L'Orientale di Napoli e Full-Time Lecturer in Performance Theory, History and Criticism e in Story-Telling a Barcellona. Precedentemente è stato Adjunct Prof. presso la Nicolaus Copernicus University di Torun (Polonia) e ricercatore in visita a Bucarest e ha insegnato Discipline dello Spettacolo e dei Grandi Eventi al Corso di Laurea in Scienze del Turismo dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Dopo essersi laureato in teatro e cinema presso la “Federico II” e “La Sapienza” di Roma, ha conseguito il Dottorato di Ricerca all’University of Strathclyde di Glasgow. È stato traduttore per il Tron Theatre di Glagow. Iscritto come giornalista al Chartered Insitute of Journalist (UK), ha pubblicato quattro monografie, un volume in curatela e circa cento tra articoli scientifici, schede di catalogo e voci di dizionario/enciclopedia. È stato inoltre relatore in più di venti convegni internazionali in Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Polonia, Romania, Turchia, Irlanda e Repubblica Ceca.

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