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Il Macbeth di Luca De Fusco in anteprima al NTFI
24 giugno, 2016   |  

Ntfi19062016Macbeth

La lettura di Harold Bloom del Macbeth, presentata in vari saggi e anche in una curatela nella famosa collana “Harold Bloom’s  Modern Critical Interpretation”, guarda all’opera e ai personaggi del dramma shakespeariano in un’ottica specificamene psicanalitica. Il tormento e l’ambizione di Macbeth e della sua Lady  sono un dramma ossessivo della mente dei protagonisti. In questo contesto, le streghe e il crescendo di sangue diventano materializzazione delle paure del Signore di Glamis e Cawdor e futuro Re di Scozia e consorte.

Questa chiave di lettura è evidente nella messa in scena approntata da Luca De Fusco, presentata in anteprima al Mercadante il 19 e  il 20 giugno per il Napoli Teatro Festival 2016 e in programmazione nella prossima stagione del Nazionale. De Fusco realizza un Macbeth che è una visualizzazione dell’io dei personaggi attraverso delle scelte registiche forti e decise e che vanno a unire la messa in scena classica con elementi video.

In tal modo, la recitazione dei protagonisti Luca Lazzareschi e Gaia Aprea viene, nei monologhi fondamentali del dramma, amplificata attraverso giganteschi primi piani proiettati sul tulle che è essenziale nel gioco scenografico. Una scelta che porta lo spettatore a proiettarsi all’interno della piscosi e dell’ossessione di Macbeth e Lady Macbeth.

Una scelta interessante, che, in alcuni frangenti, risulta di grande impatto come nella splendida visualizzazione della foresta che sin dall’inizio del dramma, nelle intenzione di De Fusco, si impone oscura e minacciosa. La foresta, fin dall’inizio, dà anche un’altra chiave di lettura che solo parzialmente sembra allontanarsi alla  base freudiana dell’interpretazione di Bloom, ovvero un Macbeth come un insieme di riti di passaggio vangenneppiani che porteranno Macbeth ad avere il suo ruolo nella società (uomo e Re), per poi perdere quel  ruolo.

Quello che ne esce fuori è, anche grazie a una musica giustamente inquietante, un Macbeth orrorifico e che riporta alla memoria le opere di Joahnn Heinrich Füssli.

[Photo: napoliteatrofestival.it]

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Armando Rotondi

Autore : Armando Rotondi

È docente di Letteratura Italiana a L'Orientale di Napoli e Full-Time Lecturer in Performance Theory, History and Criticism e in Story-Telling a Barcellona. Precedentemente è stato Adjunct Prof. presso la Nicolaus Copernicus University di Torun (Polonia) e ricercatore in visita a Bucarest e ha insegnato Discipline dello Spettacolo e dei Grandi Eventi al Corso di Laurea in Scienze del Turismo dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Dopo essersi laureato in teatro e cinema presso la “Federico II” e “La Sapienza” di Roma, ha conseguito il Dottorato di Ricerca all’University of Strathclyde di Glasgow. È stato traduttore per il Tron Theatre di Glagow. Iscritto come giornalista al Chartered Insitute of Journalist (UK), ha pubblicato quattro monografie, un volume in curatela e circa cento tra articoli scientifici, schede di catalogo e voci di dizionario/enciclopedia. È stato inoltre relatore in più di venti convegni internazionali in Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Polonia, Romania, Turchia, Irlanda e Repubblica Ceca.

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