Portale di approfondimento cittadino    |
Patty Smith live al Neapolis Festival @ Giffoni Experience. Amore e rabbia dai Seventies suonando il nuovo album.
22 luglio, 2012   |  

Prime cartoline da un’estate che, quando arriva, già scorre, e con essa il desiderio collettivo di abbracciarle medianicamente tutte, le invincibili e-stati mentali che c’hanno preceduti e definiti. E’ stata la sacerdotessa del rock Patti Smith, live lo scorso giovedì al Neapolis Festival @ Giffoni Experience, ad offrirsi, in qualità di medium verso altre summer of love and rage, ad una platea fatta di giovani per davvero e giovani per sempre, tutti insieme in pieno stile festival.

La signora Smith, trecce grigie e giacca e t-shirt sopra l’androgino corpo hippie, ha fermato il tempo per poco più di un’ora e mezza, dentro la valle della quale la rocker di Chicago ha apprezzato la luna, i cani liberi di cacciare e “these strange mountains”, facendoci interrogare su quali montagne più o meno rocciose potessero essere state il termine di paragone coi Picentini che orlano la piana giffonese.

In tour con ‘Banga  – Believe ore explode’, undicesimo studio-album, la Smith, accompagnata dalla storica formazione  composta da Lenny KayeJay Dee Daugherty e Tony Shanahan, non ci fa mancare eterne emozioni come quelle di Dancing Barefoot da Wave (Arista Records, 1979) e Free moneyma pure This Is the Girl e April Fool  da “Banga”: “Come be my April Fool/Come you’re the only one /Come on your rusted bike /Come we’ll break all the rules”, e tutti insieme, palpabilmente, sentiamo che, tra spread ed I-Pad è forse ancora possibile rintracciare frammenti d’una eterna era dell’Acquario entro la quale rompere regole tra baci e scassate biciclette. Il pubblico esplode su  Because the Night (Easter, 1978), della quale ci lascia cantare il ritornello, e trattiene il fiato su  Gloria, cover dei Them di Van Morrison, che diventa altissima e lunghissima ballata ultra-rock. Nei bis, soltanto l’omonima Banga ci separa dall’esplosione incontenibile e liberatoria di People Have the Power (Dream of Life, 1988). Certe canzoni sono necessarie alla Storia, a farla, narrarla, rifarla. Thanks, rock-madame.

Photo © Christian Cerbone per effettonapoli.it

Print Friendly
Rosa Criscitiello

Autore : Rosa Criscitiello

32 anni, afragolese. Dopo aver sostenuto i suoi esami presso l’ateneo federiciano ed essersi dedicata al teatro (laboratorio teatro Elicantropo, drammaturgia e regia), lascia l’Italia e termina gli studi laureandosi in Lingua e Cultura Italiana (Italiaanse Taal en Cultuur) all’Universiteit van Amsterdam; torna per un master in Management degli eventi e dei prodotti musicali, teatrali e cinematografici (Pomigliano Jazz Festival, Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II), al quale segue uno stage in “Stella Film”. Nel frattempo, si dedica alla progettazione culturale ed infine approda alla produzione di concerti, collaborando con Concerteria, Promomusic Italia e l’allestitore Italstage. Appassionata della propria italianità e dell’incontro tra le culture, parla benissimo l’inglese e molto meno bene il nederlandese, ed è, a tempo perso, un’insegnante di italiano a stranieri.

Tutti gli Articoli