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“La notte della tammorra”: il grande fetival di musica popolare a Napoli
14 agosto, 2016   |  

La notte della tammorraAlla 16° direzione, “La notte della tammorra”, con la direzione artistica di Carlo Faiello e l’organizzazione de “Il canto di Virgilio”, è ormai un appuntamento annuale fisso per Napoli, un evento di ampio respiro e risonanza che ha molti meriti. Uno è evidente. Se paragonata alla “Notte della taranta” salentina, quello che subito si nota è che la kermesse napoletana ha una autenticità forte, una purezza rimasta intatta e si fa vera cultura, rispetto alla kermesse di Melpignano dove l’anima commerciale e promozionale ha preso il sopravvento. Cosa c’entrano infatti molti degli ospiti della rassegna salentina con la taranta o in genere con la musica popolare (si pensi a Ligabue o a Niccolò Fabi  di qualche edizione fa) se non semplicemente a richiamare pubblico? Da festival popolare itinerante con grande concerto finale si è trasformato in un (mega-)festival e basta.

Questo non avviene con “La notte della tammorra” che ha il grande pregio di convogliare sul palco veri e autentici artisti della tammorra e della musica popolare campana. Per fare solo alcuni nomi che di anno in anno hanno dato vita alla manifestazione, si pensi ai Tammorrari del Vesuvio, a Marcello Colasurdo, allo stesso bravissimo Carlo Faiello. E il pubblico assiste e accorre in massa, balla, perché la tammorra è una questione identitaria che pulsa nelle vene.

Vi è quindi un’autenticità che si fa identità forte e che deve essere mantenuta e supportata. Supportata dalle istituzioni e dal privato perché è una manifestazione su cui Napoli (e la manifestazione gode della collaborazione dell’Assessorato alla Cultura) deve puntare e deve far crescere sempre di più. Per una serie di motivi. Il primo è che Napoli ha bisogno di una propria festa di musica popolare e, invece di creare nuovi eventi (o riproporne come avvenne anni fa con la Piedigrotta), può contare su una “Notte” ormai storica. Quindi, può vendere come evento turistico “La notte della tammorra” a visitatori stranieri o provenienti da altre zone di Italia, facendo in modo che la rassegna di Faiello raggiunga il bacino d’utenza della “Taranta” salentina, senza perdere in autenticità.

Qual è il nodo problematico? La data. Quest’anno “La notte della tammorra” si svolge il 15 agosto presso la Rotonda Diaz. Sarà un meritato pienone. Altri anni ha visto come giorno la festa del Carmine, altre volte ancora a settembre. Cambiamenti non sempre dovuti alla volontà  dell’organizzazione. Bisogna che la data sia la stessa di anno in anno perché sia appuntamento fisso e già nel calendario e nella mente dei cittadini (e anche dei promotori turistici). A questo, fa da contraltare “La notte della tammorra in tour” che porta in giro per la regione assaggi della grande serata napoletana e che aiutano a convogliare il pubblico all’evento principale. Un sistema che può essere portato ovunque in Italia e, soprattutto, all’estero.

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Armando Rotondi

Autore : Armando Rotondi

È docente di Letteratura Italiana a L'Orientale di Napoli e Full-Time Lecturer in Performance Theory, History and Criticism e in Story-Telling a Barcellona. Precedentemente è stato Adjunct Prof. presso la Nicolaus Copernicus University di Torun (Polonia) e ricercatore in visita a Bucarest e ha insegnato Discipline dello Spettacolo e dei Grandi Eventi al Corso di Laurea in Scienze del Turismo dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Dopo essersi laureato in teatro e cinema presso la “Federico II” e “La Sapienza” di Roma, ha conseguito il Dottorato di Ricerca all’University of Strathclyde di Glasgow. È stato traduttore per il Tron Theatre di Glagow. Iscritto come giornalista al Chartered Insitute of Journalist (UK), ha pubblicato quattro monografie, un volume in curatela e circa cento tra articoli scientifici, schede di catalogo e voci di dizionario/enciclopedia. È stato inoltre relatore in più di venti convegni internazionali in Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Polonia, Romania, Turchia, Irlanda e Repubblica Ceca.

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