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In dvd “Là-bas – Educazione criminale” di Guido Lombardi, sorpresa di Venezia 2011
22 marzo, 2013   |  

Per gli immigrati africani francofoni che arrivano in Italia, “là-bas” è la terra natia, l’Africa. Castelvolturno, in provincia di Caserta, terra di lavoro (nero) e terra di camorra, è il più africano dei paesi europei, con la sua cospicua comunità immigrata. Nel settembre del 2008 a Castelvolturno, un gruppo di fuoco dei Casalesi ha ammazzato sei extracomunitari fuori ad una sartoria, persone di cui poi si è appurata la completa estraneità ad attività criminali. Il fatto di sangue ha scatenato il giorno dopo una poderosa manifestazione della comunità nera: la gente sfuggita alle guerre civili dei propri paesi d’origine non era disposta a lasciarsi ammazzare impunemente anche nel “ricco” Occidente. Come a suo tempo fece notare Roberto Saviano, l’unica rivolta casertana contro la camorra non arrivava dagli autoctoni, ma dagli extracomunitari. Di lì a qualche giorno la grande Miriam Makeba a Castelvolturno ci moriva, dopo un concerto di solidarietà verso i suoi fratelli. Saviano disse che era morta a casa sua, perché Castelvolturno è Africa.

Dei meriti di Là-bas – Educazione criminale, opera prima di Guido Lombardi prodotta da Gaetano Di Vaio, regista e produttore «di trincea» con la sua Figli del Bronx, dalla Minerva Pictures di Gianluca Curti e dalla Eskimo di Dario Formisano, “Leone del Futuro” a Venezia 2011, si è detto e scritto molto, e con giusta cognizione. Lombardi ha imbastito un affresco potente sul ghetto nero di Castelvolturno, facendo confluire le storie nel fatto di sangue del 2008. Yusuf è un immigrato africano che arriva in città con il miraggio di un lavoro offertogli dallo zio, per scoprire che è invece invischiato con la mala locale nello spaccio di droga; Germain è l’amico che si ritrova per caso coinvolto nella strage;  Suad è una prostituta che Yusuf cerca di riscattare dalla strada; Asetù una donna coraggiosa che è per tutti il canto dell’Africa Nera.

Il film di Lombardi approda in dvd Rarovideo – Minerva Pictures (€12,90) in un’edizione ben curata che valorizza il puntuale lavoro fotografico (specie giocando con la luce naturale degli esterni) di Francesca Amitrano, perfetto nel valorizzare gli scenari di degrado urbano post-industriale; il comparto extra è nutrito: si va dal backstage alle scene tagliate, passando per le interviste ad autori e interpreti.

Il pregio fondamentale del film di Lombardi (anche sceneggiatore) è di imbastire una regia discreta e partecipe del destino dei suoi personaggi, spesso seguiti con camera a mano, di aver orchestrato una polifonia linguistica che non fa sconti alle abitudini dello spettatore medio, che si pone come esigenza di verità artistica, dimostrando di assimilare, del tutto istintivamente, l’onda lunga della lezione del Neorealismo, che fu tante cose ma anche una rivoluzione copernicana sul piano dell’uso della lingua nel cinema italiano; quel Neorealismo che si intravede anche nella presenza di attori non professionisti, che mettono in scena praticamente sé stessi, la loro realtà.

Un’opera preziosa, Là-bas, di alto valore etico pur senza esprimere giudizi morali, fondamentale per capire l’Italia di oggi.

(Photo©Michela Iaccarino: Lombardi e Di Vaio alla premiazione di Là-bas a Venezia, rispettivamente secondo e quarto da sinistra).

 

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Salvatore Iorio

Autore : Salvatore Iorio

Nato a Torre Annunziata (Na) il 29 agosto 1979 e laureato in lettere moderne, è redattore di Quaderni di Cinemasud, periodico di cultura cinematografica. Ha pubblicato saggi e articoli anche su Cinemasessanta e Airsc-Notizie. Ha lavorato come aiuto-regia per Ettore Massarese negli spettacoli Cinematografo (2006 – 2007) e Santo Pulcinella, il demonio e les amis du jeu (2007), per Mario Amura nel videoclip Mexico (2005) e per Marcello Amore nel cortometraggio L’estro di Mario (2009). Ha pubblicato un contributo nella monografia collettiva Alberto Grifi: Oltre le regole del cinema (Mephite, 2008). Ha curato la monografia Per Massimo Troisi. Saggi, ricordi, riletture (Mephite, 2010), dedicata al grande comico napoletano, e Cronache futuriste (1932 – 1935) di Emanuele Caracciolo (Mephite, 2012), raccolta degli scritti critici del regista cinematografico perito nella strage nazista delle Fosse Ardeatine.

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