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“Gadda e Pasolini: antibiografia di una nazione” (Fabrizio Gifuni/Giuseppe Bertolucci)
21 marzo, 2012   |  

Presentato alla Galleria Toledo di Napoli lo scorso febbraio, esce ora in dvd per Minimum fax Media (in un prezioso cofanetto, “Gadda e Pasolini: antibiografia di una nazione”, € 16,90), lo spettacolo firmato da Fabrizio Gifuni per la regia di Giuseppe Bertolucci, “L’ingegner Gadda va alla guerra o della tragica istoria di Amleto Pirobutirro” (da Gadda e Shakespeare): insieme a “‘Na specie de cadavere lunghissimo” (da Pasolini e Somalvico), presentato in dvd nel medesimo cofanetto, rappresenta il coronamento di un lungo progetto teatrale scritto ed interpretato dall’attore con l’ambizione di raccontare, attraverso la rilettura di due capisaldi della cultura nazionale apparentemente lontani tra loro, ma in realtà accomunati dalla capacità profetica di guardare con feroce lucidità nei destini di una nazione, un’Italia sempre più sprofondata, oggi come ieri, nell’incultura e nell’ignavia esistenziale.

Partendo dalla definizione gobettiana del fascismo come «autobiografia di una nazione», Gifuni (per chi scrive, il miglior attore italiano di teatro, cinema e televisione, con Toni Servillo) e Bertolucci realizzano, distanziandosi criticamente dalla retorica celebrativa dei 150 anni dall’Unità d’Italia, un’«antibiografia di una nazione», un’«opera al nero» messa insieme con le parole, deformanti e potenti, degli intellettuali forse più rappresentativi del ‘900 italiano. Se con il Pasolini degli “Scritti corsari” e delle “Lettere Luterane”, si rigira il dito nella piaga della «mutazione antropologica» prodotta in Italia dal neofascismo televisivo e consumistico, con il Gadda del “Diario di guerra e di prigionia” e di “Eros e Priapo” (posto in cortocircuito con l’Amleto scespiriano) l’espressionismo linguistico del “Gran Lombardo” diventa specchio deformante e veritiero dei malcostumi nazionali, oggi come ieri, e di una «fisiologia del potere», in cui le pulsioni del basso ventre dominano la razionalità, e che, se nel ventennio fascista era esemplificata nella figura di Mussolini, oggi s’insinua nell’«ethos rovesciato» di tiranni ben più subliminali.

Il cofanetto contiene anche un libro con la scrittura integrale della drammaturgia originale di Gifuni da Gadda, introdotta dall’attore stesso, da una nota di Giuseppe Bertolucci e da un saggio dello scrittore Giuseppe Genna.

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Salvatore Iorio

Autore : Salvatore Iorio

Nato a Torre Annunziata (Na) il 29 agosto 1979 e laureato in lettere moderne, è redattore di Quaderni di Cinemasud, periodico di cultura cinematografica. Ha pubblicato saggi e articoli anche su Cinemasessanta e Airsc-Notizie. Ha lavorato come aiuto-regia per Ettore Massarese negli spettacoli Cinematografo (2006 – 2007) e Santo Pulcinella, il demonio e les amis du jeu (2007), per Mario Amura nel videoclip Mexico (2005) e per Marcello Amore nel cortometraggio L’estro di Mario (2009). Ha pubblicato un contributo nella monografia collettiva Alberto Grifi: Oltre le regole del cinema (Mephite, 2008). Ha curato la monografia Per Massimo Troisi. Saggi, ricordi, riletture (Mephite, 2010), dedicata al grande comico napoletano, e Cronache futuriste (1932 – 1935) di Emanuele Caracciolo (Mephite, 2012), raccolta degli scritti critici del regista cinematografico perito nella strage nazista delle Fosse Ardeatine.

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