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La Napoli di Nanni Loy, tra sberleffo e disperazione
27 agosto, 2015   |  

Café1In questi torridi giorni di fine agosto si ricorda il regista cinematografico e televisivo Nanni Loy (1925-1995), a venti anni dalla scomparsa e a novanta dalla nascita. Da qualche tempo la CG Home Entertainment si dedica alla meritoria opera di diffusione in home video della sua filmografia, consentendo al pubblico cinefilo di studiare l’opera dell’autore sardo con l’attenzione che merita.

Oltre al capolavoro Le quattro giornate di Napoli (1963), ineguagliata sintesi di epica popolare e afflato neorealista e a un pugno di titoli emblematici della sua produzione, spiccano nel catalogo dedicato a Loy Cafè Express (1980) e Pacco, doppio pacco e contropaccotto (1992), ultimo lavoro – a episodi – del regista. I titoli – Cristaldi Film il primo, Mustang il secondo – sono presentati entrambi in edizione a disco singolo con pochi extra (trailer e schede di approfondimento, € 9,99 cadauno) ma dall’ottima resa audio-video considerando che sono stati realizzati rispettivamente 35 e 23 anni orsono.

Il ragionamento sui due film consente di addentrarsi nella disamina del lungo e fecondo rapporto che Loy intrattenne con Napoli, sua vera e propria città d’elezione. Mediato dalla collaborazione con Elvio Porta, sceneggiatore e dialoghista dei film “napoletani” di Loy proprio a partire da Cafè express, lo sguardo del regista su Napoli appare lumeggiato da un’empatia sincera e naturale che racconta di un popolo indomabile e fiero, troppo spesso meschino per necessità e per lo stesso motivo obbligato a muoversi sul sottile crinale tra onestà e illegalità: è il caso del Michele Abbagnano di Cafè Express, venditore abusivo di caffè sul treno Napoli – Vallo della Lucania, cui presta volto, voce e carattere Nino Manfredi, in uno dei suoi più memorabili ruoli; di Abbagnano, Loy ci racconta la vita in un’unica notte, in cui il protagonista svolge il suo ‘mestiere’ cercando di sfuggire alla polizia ferroviaria che gli dà la caccia (in modo non troppo spietato, a dire il vero) ma anche a un canagliesco terzetto criminale che gli mette i bastoni tra le ruote, tra incontri grotteschi, personaggi strampalati ma umanissimi, una esaltazione – euforica e disperata insieme – dell’arte tutta napoletana di arrangiarsi. Commedia all’italiana con amari risvolti melodrammatici che rasentano il patetico senza scivolarvi, Cafè Express rappresenta senza dubbio uno degli apici della carriera di Loy e Manfredi.

Capitolo fuori tempo massimo del fortunato filone della commedia a episodi (recentemente ripreso da titoli21037_LOC come Manuale d’amore ed epigoni vari), l’ultimo film di Loy, Pacco, doppio pacco e contropaccotto, è una carrellata di fatti e personaggi che mettono nuovamente in scena l’inesauribile creatività del popolo partenopeo quando si tratta di risolvere piccoli e grandi problemi della vita quotidiana, sempre con un piede dentro e uno fuori dalla legalità: sfide tra professionisti della truffa, trucchi ingegnosi per evadere il fisco, falsi ciechi che recuperano miracolosamente la vista, furbi studenti che vengono promossi grazie alle profferte amorose di procaci finte madri, palazzi infestati da fantasmi, truffe e imbrogli piccoli e grandi per un film – ancora una volta sceneggiato con Porta – ingegnoso ma discontinuo, geniale per certi versi ma fondamentalmente disomogeneo – con un cast di attori napoletani (e non) divertiti e in parte: su tutti spiccano Leo Gullotta, Italo Celoro, Marina Confalone, Tommaso Bianco, Giuseppe De Rosa, Alessandro Haber, Mara Venier, Giobbe Covatta, Gigi Savoia.

Schede film: http://www.cgentertainment.it/film-dvd/Cafe-Express/f8180 ;

http://www.cgentertainment.it/film-dvd/Pacco-doppio-pacco-e-contropaccotto/f21037

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Salvatore Iorio

Autore : Salvatore Iorio

Nato a Torre Annunziata (Na) il 29 agosto 1979 e laureato in lettere moderne, è redattore di Quaderni di Cinemasud, periodico di cultura cinematografica. Ha pubblicato saggi e articoli anche su Cinemasessanta e Airsc-Notizie. Ha lavorato come aiuto-regia per Ettore Massarese negli spettacoli Cinematografo (2006 – 2007) e Santo Pulcinella, il demonio e les amis du jeu (2007), per Mario Amura nel videoclip Mexico (2005) e per Marcello Amore nel cortometraggio L’estro di Mario (2009). Ha pubblicato un contributo nella monografia collettiva Alberto Grifi: Oltre le regole del cinema (Mephite, 2008). Ha curato la monografia Per Massimo Troisi. Saggi, ricordi, riletture (Mephite, 2010), dedicata al grande comico napoletano, e Cronache futuriste (1932 – 1935) di Emanuele Caracciolo (Mephite, 2012), raccolta degli scritti critici del regista cinematografico perito nella strage nazista delle Fosse Ardeatine.

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