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Il Festival Internazionale del Film di Roma ricorda Massimo Troisi
11 novembre, 2013   |  

Massimo TroisiL’interesse per Massimo Troisi, a quasi diciannove anni dalla sua “partenza”, e nell’anno in cui avrebbe compiuto sessant’anni, è inarrestabile. Il Festival Internazionale del Film di Roma (alla sua ottava edizione) ricorda ancora una volta l’artista di San Giorgio a Cremano con Massimo Regista, mostra fotografica a cura di Mario Tursi e Il Cinema secondo me, documentario di Raffaele Verzillo.

La mostra, composta da tredici fotografie inedite (scattate sui set dei film) provenienti dall’archivio privato di Tursi, è partita l’8 novembre scorso nel foyer della Sala Sinopoli dell’Auditorium del Parco della musica di Roma, mentre il docufilm è un viaggio di cinquantacinque minuti, realizzato in collaborazione con Rai Cinema e prodotto da Verdiana Bixio per Publispei, che ripercorre il genio e l’animo di Massimo Troisi tra momenti di regia, schegge di interviste e frammenti privati legati alla sua sensibilità artistica e personale.

Se Massimo Troisi disse a una studentessa (Antonella Coluccia, che nel 1993 preparava una tesi di laurea sul suo cinema) in un’intervista audio queste parole: “Non credo di essere un regista cinematografico, sto ancora imparando. Mi limito a riportare nel film che sto facendo quei cinque minuti che mi piacevano del film precedente”, allora vale proprio la pena di continuare ad amare quel candore, quel garbo e quel talento che solo lui – e, mai come questa volta, non è un luogo comune – ci ha saputo offrire.

Il documentario sarà proiettato domenica 17 novembre alle ore 19.00, al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo.

Per info: www.auditorium.com/Auditorium_Commerciale/spazi/salasinopoli

[Foto: Mario Tursi]

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Claudia Verardi

Autore : Claudia Verardi

Traduttrice e studiosa di Massimo Troisi, è nata a Napoli nel 1969. Si laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne all’Istituto Universitario Orientale di Napoli, con specializzazione in Storia del Cinema e tesi sul teatro di Massimo Troisi, con Mino Argentieri e Valerio Caprara. Dopo oltre quindici anni passati tra Roma e Bologna, è di nuovo a Napoli, dove lavora come traduttrice e interprete freelance. Collabora con siti e blog di cinema e critica letteraria e si rilassa con Italo Calvino, Irvine Welsh e Oscar Wilde. Ha imparato a leggere con i libri di Astrid Lindgren e appena può scappa in Scozia. Ha tradotto, tra gli altri, per Rizzoli, Edicart, Spartaco, Sperling &Kupfer e Gremese, e per le testate Vanity Fair e Playboy Magazine Italia.

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