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Fresco di Oscar™ arriva nelle sale napoletane Birdman di Iñárritu
23 febbraio, 2015   |  

… Ma, se io stessi qui con te,  ragazza, le cose non potrebbero semplicemente essere le stesse. Perché io sono libero come un uccello ora, e questo uccello non lo cambierai mai. E questo uccello non lo puoi cambiare. Dio lo sa, io non posso cambiare. Dio aiutami, io non posso cambiare…” . Con questa amara e rassegnata presa di coscienza, Ronnie Van Zant , autore del testo nonché fondatore del gruppo rock americano Lynyrd Skynyrd, nella canzone Free Bird, raccontava della sua natura  libera, randagia, del suo ego anarchico che si alza in volo lontano da qualsiasi limite o gabbia che lo voglia imprigionare in un ruolo precostituito.

KeatonLa stessa idea di base sembra, metaforicamente parlando, aver ispirato il regista messicano Alejandro González Iñárritu, vincitore dell’Oscar™ per questo suo ultimo lavoro, ed il suo staff di sceneggiatori, in totale un quartetto ben ispirato di validi autori, vincitori dell’OSCAR ™ per la miglior sceneggiatura originale, che insieme raccontano la strana vicenda dell’attore Riggan Thompson, un redivivo Michael Keaton (foto) in splendida forma attoriale, una celebrità decaduta, un interprete che disperatamente tenta di allontanarsi dalla figura che tanto lo ha reso celebre, il supereroe Birdman, mettendo in scena, a Broadway, uno spettacolo teatrale tratto dall’opera What We Talk About When We Talk About Love di Raymond Carver, che nulla ha a che fare con i suoi film pieni di effetti speciali e trame hollywoodiane. A gravare su di lui ci sono la convinzione di aver fallito la carriera di attore e una disastrosa situazione economica e familiare che lo avvilisce. Girato in un infinito e labirintico piano sequenza, ad opera del veterano del settore  nonché vincitore dell’Oscar™ per la fotografia, Emmanuel Lubezki, che filma la realtà in presa diretta, scavalcando con coraggio, quella sintassi visiva di matrice hollywoodiana, che vuole tutto chiaro, spettacolare,  lineare, di facile ed  immediata fruibilità, come ormai il medioevo tecnologico dei social media che ci circonda, ci ha passivamente assuefatti. Le visualizzazioni su Youtube, valgono più dei contenuti del filmato stesso, c’è una linea sottilissima che divide la popolarità, la fama, dal successo artistico di qualità intellettuale e culturale, un labile confine tra il desiderio di essere ammirati per soffocare le proprie insicurezze ed il deserto d’incomunicabilità sociale in cui viviamo e l’essere amati così come siamo, imperfetti, con le nostre fragilità.

L’ultimo acquisto della compagnia poi,  il giovane e talentuoso attore  Mike Shiner , interpretato da un magistrale Edward Norton, darà del filo da torcere al confuso ed afflitto Thompson;  Shiner, infatti, rappresenta la figura dell’attore perfetto, anche se nel mondo reale continua a recitare con tutti e quando si trova sul palcoscenico fa tutto meno che fingere, una maschera di pirandelliana memoria insomma. Come se non bastasse poi, l’attore psicotico, deve fare i conti anche con la figlia Sam, una strepitosa Emma Stone, ex tossicodipendente, con la quale ha un rapporto molto instabile poiché lei lo accusa di non essere mai stato presente nella sua vita.  Il problema più grande di Riggan però, riguarda il tentativo di mettere a tacere il suo ego, rappresentato in questo caso dal suo personaggio Birdman, la cui voce, che l’attore sente nella sua testa, tenta di dissuaderlo dal continuare con il teatro e lo spinge a ritornare a fare blockbuster. La scurrilità dei dialoghi e pregna di termini da Youporn, volutamente, per evidenziare la mercificazione ossessiva del sesso, ormai unico, effimero piacere, usato  per colmare un vuoto interiore sempre più buio e profondo. Birdman è cinema allo stato puro, un’attenta e critica riflessione sul mondo che ci circonda, dove a volte bisogna far pace con il nostro ego arrogante e presuntuoso, ritrovando un’umiltà nel guardarsi dentro, nel comprendere i nostri limiti per poterli finalmente superare, uscendo dalla nostra gabbia, liberi di volare sempre più in alto, nel “teatro” della vita.

[Photo©Michela Iaccarino]

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Andrea Borgia

Autore : Andrea Borgia

Classe 1978, napoletano, Andrea BORGIA studia alla B.C.M. di Milano, specializzandosi in effetti speciali e trucco artistico. Nel 2001 è tra i fondatori, a Napoli, della VISIONAUTA Indie Pictures, una piccola etichetta indipendente. Nel 2005 inizia la sua carriera giornalistica ufficiale, presso il quotidiano "Napolipiù" , scrivendo di spettacolo, cultura ed eventi e lavorando anche presso alcuni uffici stampa. Diventa pubblicista nel 2008.

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