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“Enzo Avitabile Music Life” di Jonathan Demme: il più bel documentario visto a Venezia 69
14 settembre, 2012   |  

 

Questo film porta con sé un messaggio di incoraggiamento. Vi garantisco che i sogni esistono così come la possibilità di realizzarli” (Enzo Avitabile)

Tra le opere cinematografiche che hanno caratterizzato la 69a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, un documentario su tutti è risultato particolarmente interessante, sia per la tecnica che per il contenuto: Enzo Avitabile Music Life di Jonathan Demme (a destra nella foto, con il musicista). Il regista è stato premio oscar nel ’92 per Il silenzio degli innocenti e regista anche di Philadelphia. Si tratta dunque di un pezzo da novanta del cinema internazionale, che ha deciso di incontrare uno dei musicisti migliori che abbiamo in Italia per seguirlo nel suo lavoro e nella sua vita, allo scopo di conoscere e far conoscere meglio la vita e l’arte di questo artista partenopeo. La macchina da presa, sapientemente diretta, ci accompagna nella casa dell’artista, tra i libri e gli spartiti, e per i vicoli di Napoli. Il lavoro del regista americano mette in evidenza l’originalità di Avitabile e la capacità di mescolare tradizione e innovazione musicale. Si parla del genere gospel in versione napoletana.

In realtà quando si guarda a un musicista come Avitabile (definirlo semplicemente un cantante sarebbe riduttivo, anzi Avitabile è un vero artisa in grado di comporre musica, e mescolare pezzi diversi, riuscendo a creare qualcosa di eterogeneo e piacevole, le cui note accarezzano letteralmente l’udito), la prima impressione è quella di un personaggio stravagante dal quale difficilmente si potrebbe restare sorpresi in positivo. Così dopo aver assistito al coinvolgente ed emozionante lavoro di Demme, non si può fare a meno di restare colpiti dalla cultura di questo artista. Come un maestro, Avitabile ci spiega tutto del suo lavoro, ci mostra gli spartiti, il modo in cui compone la musica, la maniera di associare ritmi e stili diversi e le fonti, musicali e non, da cui attinge. Non mancano i riferimenti alla religione e una certa filosofia di vita.

Il lavoro di Demme è un prodotto di incoraggiamento, che dà speranza, perchè racconta di una persona che ha cominciato da zero, in uno scantinato di Marianella, vicino Scampia. La dimostrazione è che si può arrivare dove si vuole, basta volerlo e credere nei propri sogni.

Di sicuro questo messaggio è molto frequente in un certo cinema, imbevuto di quel “Sogno Americano” che è tipico di certi registi e che a quanto pare in questo caso non è mancato neppure con Demme. E forse proprio per questo motivo il film pecca di una certa banalità.

Di sicuro la vera protagonista di questo lavoro è la musica; musica con la M maiuscola, si comincia con qualcosa di classico per andare verso l’innovazione e l’originalità. Un lavoro insomma da apprezzare e vedere per poter anche ripercorre un pezzo di storia della musica e la commistione di generi e stili diversi.

(Photo © Pasquale Sanseverino)

 

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Sara Formisano

Autore : Sara Formisano

Nata a Pompei il 20 luglio del 1989, dopo la maturità classica segue il Corso di Laurea in Discipline delle Arti visive della Musica e dello Spettacolo all’Università di Salerno. Collabora con Unis@und e l'Ufficio stampa dell’Ateneo. Ha scritto per i giornali online "Lo strillone", "Il fatto del giorno", "Centro Nazionale Notizie Italy", "Il quotidiano del domani", "Il Corriere demoetnoantropologico", occupandosi in genere di cinema, libri e moda. Collabora anche con "Il Corriere della Campania".

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