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“Acquasanta”: a Galleria Toledo in scena il teatro di Emma Dante
10 gennaio, 2013   |  

Un uomo, O Spicchiato (“l’occhialuto”), mozzo da sempre su una nave immaginaria e sulla nave della vita, racconta la sua, di vita e la passione per il mare che tutto travolge e tutto quieta, in un tempo sospeso e liquido che è il tempo della scena, ancorato ad una prua invisibile, polena di sé stesso, sul capo le spade di Damocle di un nugolo di contaminuti che ticchettano inesorabili…

Torna in scena a Napoli – da stasera fino al 20 gennaio a Galleria Toledo – la palermitana Emma Dante, di casa da queste parti, e porta il primo capitolo della sua «Trilogia degli Occhiali», Acquasanta, realizzato con la sua compagnia Sud Costa Occidentale in collaborazione con lo Stabile di Napoli, il Centro di Ricerca per il Teatro (CRT) ed il sostegno del Théâtre du Rond Point.

Profondamente influenzata dall’Odin Theatret di Eugenio Barba e dalla sperimentazione del polacco Kantor, la Dante è una delle più autorevoli esponenti del teatro di ricerca italiano. L’autrice di mPalermu e Carnezzeria (anche attrice e narratrice), ha scritto un testo in cui il dialetto è parte decisiva dell’impianto scenico, un napoletano sinuoso e corporeo più vicino al grammelot di Fo che alla tradizione linguistica partenopea. Come il Novecento dell’omonimo monologo di Baricco, ‘O Spicchiato non è più sceso dalla sua nave dal giorno in cui vi ha messo piede, non si fida della terraferma, la nave è il regno della trasfigurazione leggendaria di persone e oggetti (“Aggio visto a barriera corallina… e ‘u sole dirimpetto alla luna ca si lanciavano i raggi, li annodavano e li facevano scennere dintra ‘o mare… aggio visto ‘o mare ca pigliava colore… e un pesce spada ca teneva due spade… e ‘na medusa gigantesca ca s’arravugliava nei raggi d’o sole e d’a luna…”, dalla nota di regia), l’«arsenale delle apparizioni» che alimenta i sogni della scena, dove si raccontano bugie che fanno riflettere. L’attore Carmine Maringola si produce in un tour de force fisico e recitativo che richiama alla mente le «crudeltà» sceniche di Craig e Artaud, per una concezione delle scena che è innanzitutto sinergia d’espressione tra parola e corpo.

La Dante incontrerà anche il pubblico in tre occasioni: stasera 10 gennaio all’Ex Asilo Filangieri (vico Maffei 4, ore 22:30), il 12 gennaio al Penguin Café (Via Santa Lucia 88, ore 19:30) e il 15 gennaio alla Feltrinelli di Via Santa Caterina a Chiaia 23 (ore 18).

ACQUASANTA

testo e regia  Emma Dante

con  Carmine Maringola

luci  Cristina Fresia

foto  Giuseppe Di Stefano

orario
da martedì a sabato ore 21 – domenica ore 18

biglietti 
intero 20 euro

ridotto 15 euro (per convenzionati e over 65)

giovani under30 10 euro

Galleria Toledo, teatro stabile d’innovazione

Via Concezione a Montecalvario 34 – Napoli

contatti

+39 081425037

galleria.toledo@iol.it

www.galleriatoledo.org

 

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Salvatore Iorio

Autore : Salvatore Iorio

Nato a Torre Annunziata (Na) il 29 agosto 1979 e laureato in lettere moderne, è redattore di Quaderni di Cinemasud, periodico di cultura cinematografica. Ha pubblicato saggi e articoli anche su Cinemasessanta e Airsc-Notizie. Ha lavorato come aiuto-regia per Ettore Massarese negli spettacoli Cinematografo (2006 – 2007) e Santo Pulcinella, il demonio e les amis du jeu (2007), per Mario Amura nel videoclip Mexico (2005) e per Marcello Amore nel cortometraggio L’estro di Mario (2009). Ha pubblicato un contributo nella monografia collettiva Alberto Grifi: Oltre le regole del cinema (Mephite, 2008). Ha curato la monografia Per Massimo Troisi. Saggi, ricordi, riletture (Mephite, 2010), dedicata al grande comico napoletano, e Cronache futuriste (1932 – 1935) di Emanuele Caracciolo (Mephite, 2012), raccolta degli scritti critici del regista cinematografico perito nella strage nazista delle Fosse Ardeatine.

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