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Tricky, l’autentico false idol – esperienze musicali sorprendenti al Neapolis Festival.
26 luglio, 2013   |  

Di Andrea Borgia.

E’ strano come a volte dei piccoli avvenimenti, simili a dei fotogrammi di un film, fatti di strane coincidenze, di inaspettate emozioni e di affascinanti sensazioni, che ti raggiungono autentiche e dirette, possano trasformare l’aspettativa di una banale serata musicale estiva di fine luglio, in un avvenimento, dal travolgente coinvolgimento emozionale.

Premetto che quest’articolo, non vuol essere la solita critica colta e forbita, del solito concerto o evento musicale da recensire soltanto per chi di musica se ne intende; sia chiaro! Ma una sorta di cronaca di un vero e proprio evento che è andato oltre la musica.

Arrivo in zona flegrea intorno alle 19,30, passo prima alla rosticceria cinese nella piazzetta di Bagnoli a due passi dall’Arenile. Dopo una veloce cena ed un paio di drink, bevuti al volo nel solito baretto di fiducia, mi accingo ad entrare al concerto, gli immancabili conoscenti , gente che non vedi da mesi, in evidente stato euforico e confusionale, ti accolgono raccontandoti cose che dopo due minuti hai già dimenticato. Parte il solito giro di perlustrazione per intuire, stile veggente, come si svilupperà la situazione, valuti l’ambiente ed il numero dei presenti, parli con qualcuno dell’organizzazione, che solitamente ti racconta qualche aneddoto assurdo sulle abitudini alcoliche dell’artista di turno, speri di incontrare la donna / l’uomo della tua vita.

L’ultimo album da studio di Tricky, il decimo per la precisione, uscito nel maggio 2013, s’intitola False Idols, un titolo che la dice lunga in quest’epoca di talent show e di gente improvvisata, che usa l’arte più come una vetrina vuota per riempire il proprio ego malato, che come un intelligente mezzo d’espressione e comunicazione. Nota doverosa, in ben tre brani di quest’ultimo lavoro dell’artista/produttore di Bristol, la fa da padrone, la splendida voce della vocalist, di origini napoletane, Francesca Beltrami, presente anche sul palco.

C’è poca gente, per cui l’entusiasmo iniziale non è dei più travolgenti, si respira nell’aria però una strana curiosità nei riguardi dell’ASTUTO ( tricky, tradotto dall’ inglese vuol dire letteralmente questo) musicista inglese. Il sound cupo e stratificato inizia a montare lento e ipnotico, luci fredde e calde si alternano, bagnando con i propri fasci iridescenti anche la platea, a significare che il pubblico è parte integrante del circo sonoro , che da li a poco avrebbe dato il suo meglio. Tricky alterna una scaletta, fatta di ruvide sonorità rock/ blues e punk, a morbidi brani elettronici che l’etichetta “ trip hop “ non basta a contenere.

Sulla cover di un pezzo storico dei Motorhead ( Ace of Spades, ndr), l’anima punk del performer si scatena, parte del pubblico sale sul palco, pogano, abbracciano e baciano l’esile figura del cantante, nasce una strana forma di meta concerto, il pubblico in platea improvvisamente si ritrova ad assistere ad un micro concerto improvvisato sul palco, il concerto guarda il concerto. L’evento straordinario si ripeterà ancora più coinvolgente ed anarchico, in un altro paio d’occasioni durante la serata.

Tricky è un vero false idol, ma nel senso più genuino del termine, un grande artista, dal carisma enorme, menefreghista e viscerale. La sua musica coinvolge, grazie e soprattutto, all’ apporto della melodica voce della Beltrami, presente in quasi tutti i brani del live e della sua giovane e talentuosa band. Eravamo pochi ma buoni!! L’autenticità di questo artista ha scardinato qualsiasi aspettativa, stupendo e di non poco il fortunato pubblico presente. Tricky ha intuito l’anima anarchica della città di Partenope, l’ha girata a suo

favore, andando oltre la semplice performance musicale, trasformandola in un evento spettacolo, diretta al cuore oltre che alle orecchie. Di eventi del genere ce ne dovrebbero essere di più in giro, la musica ha un potere enorme e davvero può muovere le masse. E lui , ieri sera, ce lo ha dimostrato alla grande!

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