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Motel Connection vs 99Posse, confrontarsi, contaminare, condividere nel segno dei tempi
19 maggio, 2012   |  

 

Motel Connection e 99 Posse, non una sfida ma un confronto, uno scambio tra due band diverse pronte a mettersi in gioco.

“we-we c’è un concerto gratuito a Napoli, suonano due gruppi sulle terrazze del Pan, io ci sto andando” è la conversazione tra due signore sul 181. Anche io ci sto andando e noto che autobus, funicolare e metropolitana sono stracolme di persone di ogni età e di ogni tipo, che vociano festosamente: l’evento si prefigura da subito come un grande evento popolare, trasversale e coinvolgente.

L’atmosfera nel quartiere Chiaia è piacevolmente gioiosa e sopra le righe. Percorrendo via Vittoria Colonna la densità delle presenze aumenta sensibilmente, fino a divenire una folla compatta lungo via dei Mille e poi quasi impenetrabile da Piazza Giovanni Amendola fino alla fine di Via Carducci.

Il concerto

La facciata del settecentesco palazzo Roccella dedicato alle Arti è un grande spettacolo di luci e colori.

Siamo tantissimi, pigiati e con il naso all’insù. Non si riesce a stare fermi alle note del sempiterno dj Enzo Casella e della sua scaletta magica: da Chemical Brothers a Prodigy passando per ogni dove e quando; andando ben oltre le mode e i riferimenti ordinari, Enzo ha accettato la non facile sfida di scaldare un pubblico eterogeneo e ci riesce con la consueta disinvoltura.

Aggressivo l’inizio del live: luci forti puntate dritte agli occhi e sonorità elettroniche in stile Motel Connection hanno offuscato per un attimo i miei cinque sensi. Piano gli occhi si sono abituati alle luci e le immagini si sono ricomposte sulla retina a distinguere il marchio Red Bull quasi impresso a fuoco sulla facciata, che inonda di riflessi rossi e gialli le terrazze-stage delle band.

Il sound dei 99 Posse arriva semplice e chiaro, variegato dalle molte esperienze e contaminazioni ma fidelizzato a supportare senza preziosismi l’impegno sociale della band, che declama slogan contro il razzismo, la diversità, l’alta velocità (stop that train), inneggiando alla Libertà e alla Giustizia.

Contaminazione, confronto e scambio sono le parole d’ordine di questo evento e infatti i componenti si tributano a vicenda e si alternano nell’esibizione e, per i pezzi finali, nella formazione.

E’ elaborato il linguaggio dei Motel Connection, a base di elettronica ruvida aggraziata dalle linee melodiche di Samuel, dai contenuti meno aspri dei 99 Posse, ma attenti al quotidiano (“domani avrò la tosse perché ho ballato tutta la notte sulla terrazza”).

Contaminano tutto, ed in questo scorgo i segni del nostro tempo, esibiscono con comprensibile orgoglio le proprie radici riproponendo Blue Monday dei New Order: Samuel ha una voce fresca e segue tracce vocali suadenti. E’ un settentrionale terrone (lo dice lui) ed un torinese cortese quando si scusa per il volume con gli abitanti.

Il pubblico si scalda con i brani più conosciuti ed è felice quando può cantare le canzoni a squarciagola; la carica selvaggia e rock di Walk this way (Run DMC) arriva che siamo quasi alla fine, sono le 23,30 e il quartiere si appresta alla sua consueta vita notturna, tra focacce e drink ai baretti.

Cosa è il “Vertical Stage”

Un palco esploso in verticale, con elementi della band che si esibiscono separatamente da piccoli balconi allo scopo di adattarsi ai contesti più disparati e consentire una visibilità totale alla folla di spettatori, è il grande sogno di chi ha pensato Vertical Stage (Stefano Pesca).

Il progetto contestualizza l’esibizione all’ambiente e coinvolge le persone del luogo chiedendo loro di mettere a disposizione balconi, terrazze o spazi condominiali in un’ottica di cooperazione e condivisione delle risorse; offre inoltre lo spunto per un backstage flessibile e fruibile da più punti di vista.

Apertura come condizione di base, organizzazione non gerarchica e condivisione sono i presupposti di questo progetto artistico, strutturato con modalità che ricordano la Wikinomics 2.0 di Don Tapscott e Williams.

Le terrazze del Palazzo Roccella non hanno fornito occasione di interazione con la popolazione del luogo e nemmeno sono state l’occasione di un backstage fruibile da più punti di vista, sebbene si siano imposte come scenario inusuale e spettacolare.

Dato l’indiscutibile successo di questo evento verticale spero che molti altri ne succederanno e spero che molti artisti riprendano la formula, adesso quello che io mi chiedo è: 

tu l’apriresti casa tua ad un evento come questo?

foto: Sergio JJ
altri link: www.verticalstage.org

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