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Napoli nella Memoria Collettiva. Una piccola riflessione
27 gennaio, 2014   |  

Birkenau_Auschwitz_Polonia_CracoviaNeanche più di un mese fa mi è capitato fra le mani un libro bellissimo.
Si intitola La Memoria Collettiva ed è un testo fondamentale per conoscere il pensiero di un importante sociologo e filosofo quale Maurice Halbwachs.
La Memoria collettiva è costituita dalle varie reminiscenze che ha un determinato gruppo sociale di un determinato periodo o di una determinata esperienza, E questa reminiscenza collettiva serve ad un gruppo per edificare la propria identità.
La memoria collettiva, inoltre, ha dei vantaggi rispetto alla memoria individuale, ovvero quella delle singole persone. Quest’ultima, infatti, può essere fallace o precaria. Il singolo può infatti dimenticare aspetti dei singoli eventi o gli stessi eventi. Il gruppo può invece prendere singoli segmenti della propria storia, può correggerli, migliorarli per poi trasmetterli alle generazioni future. Ed è proprio questa la funzione ed il fine ultimo della memoria collettiva: la rielaborazione e la diffusione del ricordo del gruppo stesso.

Il concetto di memoria collettiva permette a Halbwachs di prendere le distanze dal suo maestro Bergson, rovesciandone la prospettiva. Se infatti per il primo la memoria collettiva non è nient’altro che una sommatoria dei ricordi dei singoli individui appartenenti ad un gruppo, per il secondo la memoria collettiva è la condizione fondamentale perché funzioni la memoria dei vari individui.
La memoria individuale è utile a patto che l’individuo sia inserito in un determinato gruppo sociale. Si pensi, ad esempio, al bambino negli anni della sua prima infanzia. Costui non ha ricordi del suo vissuto dagli 0 ai 3 anni, in genere. Perché? Perché “le nostre impressioni – scrive Halbwachs – non si possono attaccare a nessun rapporto e non siamo ancora degli esseri sociali”.
Quindi si evince come solo l’interagire fra i singoli e i vari gruppi sociali sia importante per la creazione e la trasmissione della memoria collettiva.

Inoltre c’è da fare una distinzione fra i ricordi che richiamiamo a nostro piacere e quelli sui quali non abbiamo più nessun potere. Questo perché i primi sono aiutati ad essere conservati in maniera costante dai gruppi sociali di riferimento di ogni singolo individuo, mentre i secondi sono meno accessibili perché i gruppi che ci consentono di arrivare a loro sono più lontani e non siamo in continuo contatto con loro ma abbiamo relazioni a frequenza intermittente.
Questo ci fa capire come la memoria collettiva non esisterebbe se non con l’ausilio di un gruppo sociale ed un insieme di individui che hanno la possibilità di ricordare e questi ricordi non riaffioreranno mai nella mente dei vari individui con la stessa intensità..
Questo per farci capire che la memoria di ogni singolo individuo può essere considerata un punto di vista, più o meno autorevole, che serve a formare la memoria collettiva.
Importante, quindi, per Halbwaks, è lo studio della relazione che intercorre fra i singoli e i gruppi sociali di riferimento, di come questi ultimi influenzino il comportamento dei primi e di come il ricordo sia presente nella mente di ognuno di noi per effetto di una molteplicità di reminescenze collettive che interagiscono fra loro.

Proprio per far sì che la Memoria sia e rimanga un ingranaggio collettivo oggi 27 gennaio, Giornata della Memoria dedicata alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto, ci sono importanti iniziative a sostegno del ricordo di ciò che è stato.
Fra tutte vi segnaliamo quella istituzionale alla Biblioteca Brancacciana a Palazzo Reale. 

E qui di seguito riportiamo il programma

Saluti delle autorità
Luigi De Magistris – Sindaco di Napoli
Mauro Giancaspro – Direttore Biblioteca Nazionale
Maria Vincenza Ferrarese – Presidente DPI Italia Onlus

Ore 10 Presentazione progetto HABM: The Holocaust of All. Battle of Memory
Rosanna Vignola– DPI Italia Onlus

Prima sessione – Lo stigma negativo verso le persone con disabilità
Modera Maria Vincenza Ferrarese
Giampiero Griffo – Responsabile della sezione diversità della Biblioteca Nazionale di Napoli
Lo stigma negativo nei confronti delle persone con disabilità nella storia
Michael Von Cranach
Storia dell’Aktion T4

0re 11,20 Seconda sessione – Uno sguardo al presente
Modera Rita Barbuto
Dinah Radtke – ISL
Situazione della Germania di oggi
Pierre Mertens – IFSB
Etica e la Spina Bifida: selezione prenatale e Protocollo di Groningena
Pietro Barbieri – Presidente FISH
La situazione Italiana
Silvia Cutrera – Agenzia per la vita Indipendente Italia
Azioni positive per ricordare
Javr Romanach Cabrero – Foro de Vida Independiente y Divertad (Spagna)
Rompere lo stigma negativo

Ore 15 Tavola rotonda
La cittadinanza attiva in Europa delle persone con disabilità.
Partecipanti :
Massimo Bray – Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo
Luigi De Magistris– Sindaco di Napoli
Marco Mascia – Centro interdipartimentale di ricerca e servizi sui diritti della persona e dei popoli
Luisa Borgia – Comitato di bioetica di San Marino
Ciro Tarantino – Center for Governmentality and Disability Studies
Jean Luc Simon – Presidente DPI Europe
Pietro Barbieri – Presidente FISH
Conclusioni Antonio Papisca – Cattedra UNESCO “Diritti umani , democrazia e pace”

ore 17,3O inaugurazione della mostra

Inoltre alle ore 17, 30 all’ Istituto Grenoble ci sarà lo scrittore Tahar Ben Jelloun per la manifestazione Les lundis de la médiathèque proprio in occasione della Giornata della Memoria.

[Foto: Lager di Birkenau; fonte: comune.napoli.it]

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Pino Distefano

Autore : Pino Distefano

Pino Distefano è nato a Napoli nel 1983. È coautore insieme a Gianmarco Pisa e Christian Gemei del libro Cercando Pasolini (La Città del Sole, Napoli, 2006). Si interessa di cinema d’animazione, fumetto, filosofia e letteratura. Ha scritto di cinema e fumetto per la rivista online Wolf e per C per Cinema. Ha conseguito il diploma per sceneggiatura per audiovisivi presso la Scuola Italiana di Comix di Napoli.

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