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Città della Scienza. Un flash mob coloratissimo. Come si evolverà l’incendio?
11 marzo, 2013   |  

Secondo gli organizzatori Via Coroglio è stata invasa da più di diecimila persone, bambini, studenti, esponenti politici, artisti nonché il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris (che sempre con piacere si espone in queste situazioni): un corteo che festante, in una splendida giornata primaverile ha attraversato una Bagnoli ancora decadente e da bonificare per buona parte, chiedendo a gran voce una veloce riedificazione di Città della Scienza.
Così una certa Napoli risponde al fuoco distruttore di natura criminale che la scorsa settimana ha, sì, distrutto buona parte del complesso museale scientifico tra i primi in Europa ma che inevitabilmente sullo stesso ha anche fatto luce.

Perché prima forse pochi si erano accorti delle condizioni in cui versava la Fondazione Idis, i cui dipendenti potrebbero trovarsi a sopportare la beffa della perdita del lavoro dopo il danno di uno stipendio assente da quasi un anno.
E’, a ben guardare tutto molto indicativo. Questa città ha sviluppato negli ultimi anni un modo collaudato di indignazione, che consiste perlopiù in una manifestazione “bella”, in una pizza dedicata, in una raccolta fondi pro causa, in un deciso e urlato e scritto a chiare lettere “no alla camorra”. Certo è bello vedere migliaia di cittadini che si battono la domenica per il proprio territorio e la salvaguardia di un bene comune, se quelle stesse migliaia di persone avessero visitato la Città della Scienza almeno una volta al mese, probabilmente non sarebbe stata così vulnerabile.

D’altra parte il fuoco è una scelta chiara di metodo distruttivo: serve a rendere un terreno più fruibile e a generare velocemente una certa libertà di investimenti;  è così anche quando si incendiano le nostre montagne, o si mira all’appalto del rimboschimento o ad un cambio di destinazione del suolo interessato. Bagnoli è una nota dolente,  da molto tempo prima di questa Napoli molto social. Gli interessi in ballo sono da sempre inauditi e colossali, come l’aerea urbana che rivestono. C’è la bonifica, la riqualificazione, l’arenile. Il porto turistico… Insomma un mare di progetti che non si vede l’ora di realizzare.

Sarebbe bello, una volta tanto, vedere la costanza dell’interesse oltre l’estetica del momento. Evitare i dibattiti sterili dove si fa mostra esclusivamente di sentimento e dialettica, e invertire la tendenza di questa escalation del degrado culturale urbano che come tale ha i suoi martiri e i suoi episodi simbolici: Città della scienza, il Madre, i Gerolomini, l’Istituto degli Studi Filosofici, le librerie storiche in costante apnea, la sospensione delle attività dell’Orchestra Scarlatti, il Forum delle Culture.

Sarebbe bello vedere un partecipazione comunale e cittadina che non scada con la notizia. Coordinarsi in questo caso con le realtà che già da tempo mirano alla riqualificazione del territorio e – perchè no? – valutare la cooperazione con chi Bagnoli la cura per un interesse commerciale onesto e manifesta così il suo amore per una città sinceramente stanca. Come la nostra Costituzione suggerisce, nel piccolo come nel grande, sia da faro il comportamento del buon padre di famiglia.

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Michela Iaccarino

Autore : Michela Iaccarino

Leone ascendente scorpione. Classicista. Originaria della penisola sorrentina, trentenne. Eterna studentessa alla facoltà di Filosofia della Federico II. Collaboratrice e fotografa presso l’Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema, i Quaderni di Cinemasud e CNN Italy. Ama ripetere: “La fotografia è la più verosimile delle menzogne”.

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