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Twizy: 200 auto per una nuova Napoli
1 settembre, 2012   |  

Auto elettrica a napoli grazie alla BEE-Green e alla Twizy

Come molti sanno, soprattutto in Francia, la mobilità elettrica è una realtà già da diversi anni con interi paesi attrezzati con parcheggi muniti di colonnine di ricarica. Ma il primo comune che potrebbe ritrovarsi ad avere non solo una flotta “elettrica” ma addirittura in carsharing non è ne Parigi ne Milano, ma Napoli. Ebbene si, in questi giorni, e precisamente dall’1 settembre  fino al  7 settembre 2012, a Fuorigrotta è in programmazione il World Urban Forum, una kermesse internazionale con tema l’urbanizzazione. Gli spostamenti all’interno della Mostra d’Oltremare saranno assicurati dai veicoli della BEE. 15 auto e 30 biciclette. Mercoledì  5 settembre verrà presentato il progetto di mobilità urbana, il Bee-Green Mobility Sharing, preceduta dall’inaugurazione, il 3 settembre, del parcheggio di via Morelli.
Ma di cosa si tratta? Per chi se lo sta chiedendo il carsharing (letteralmente auto condivisa) è un sistema di mobilità urbana in cui non si possiede l’auto, ma a fronte di un abbonamento, si può usufruire di una sorta di auto in affitto che puoi condividere con gli altri abbonati, e che si può tranquillamente lasciare negli appositi parcheggi.

TwizyLa BEE ha scelto la “sfiziosa” Renault Twizy, una biposto in linea, con un’autonomia di 100 km, e delle dimensioni di circa ¼ di un’auto normale. Se qualcuno ha dubbi sull’abitabilità, ve li tolgo immediatamente perché l’ho provata personalmente, e nonostante io sfiori i 2 metri di altezza, l’ho guidata abbastanza agevolmente. Sono ben 200 le Twizy che invaderanno Napoli nelle prossime settimane, accompagnate da qualche centinaio di biciclette. I punti di raccolta saranno 30, che potrebbero essere sufficienti per coprire tutto il centro. Guardando la carta di Napoli, penso che 30 punti raccolta, se saranno ben distribuiti, potrebbero coprire in modo esaustivo un’area compresa tra Pozzuoli a via Marina, all’area dell’Ospedale Cardarelli. C’è da attendere l’effettivo sviluppo di questi centri raccolta, che determineranno, nella pratica, il successo dell’iniziativa.

Questa è un’iniziativa di aziende private (la Bee e la Nhp), e parte, come detto, con 200 unità. Se sono un abbonato, ed abito a piazza Nazionale,  e devo andare a Piazza Muzii semplicemente mi reco al punto raccolta più vicino, entro in una Twizy qualsiasi e parto, e la parcheggio nel punto raccolta più vicino a piazza Muzii. Poi devo andare a Fuorigrotta? Mi reco di nuovo al punto raccolta, e prendo un’altra Twizy qualsiasi, e la lascio al punto raccolta più vicino alla mia destinazione. Alla fine me ne torno a casa, calmo come un angioletto, perché non ho mai impiegato più di 3 minuti per trovare parcheggio, infischiandomene del prezzo della benzina, ridendo del caro assicurazioni, e avendo la consapevolezza di non causare inquinamento in città e potendo attraversare le ZTL.

TwizyPer un attimo chiudete gli occhi e pensate Napoli attraversata non da 200 Twizy, ma da 200.000. Nessun’auto a combustione circola, e per le esigenze dei trasporti di cose, invece delle Twizy vedete circolare le Kangoo Elettriche. Pensate una Napoli in cui l’auto convenzionale è stipata in un garage per più di 5 giorni a settimana, e per il resto si circola con un’auto “non tua”, silenziosa, non inquinante e piccolissima. Un’utopia? Forse, ma molta di questa utopia dipenderà proprio da noi. Perché, aldilà che si dovrà conoscere quali saranno i costi dell’abbonamento, e se questo sarà forfettario o commisurato  all’effettivo utilizzo dei mezzi, aldilà del fatto che bisognerà conoscere l’effettiva disposizione dei punti di raccolta, il vero successo dell’iniziativa la decreterà il senso civico, e l’abbattimento del tremendo concetto che se una cosa non è mia la posso anche distruggere.

Ho fiducia, perché questa sarebbe una soluzione eccezionale che farebbe di Napoli una pioniera in Italia e non solo. E poi vorrei ricordarvi una cosa. La prima ferrovia europea collegava Portici con Napoli. Perché mai non potremmo essere di nuovo i primi a rivoluzionare il mondo?

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Massimo Impinto

Autore : Massimo Impinto

Nato a Cercola, cresciuto tra la Penisola Sorrentina, la zona vesuviana e il Cilento, perito elettrotecnico, si innamora del mondo del web mentre agli inizi degli anni 90 frequentava gli studi di Giurisprudenza. Ha lavorato presso la Canon come tecnico colore, e li forma il suo background informatico. Dal 2008, dopo aver frequentato corsi di specializzazione, corona il suo vecchio sogno di lavorare come webmaster. Appassionato di Fumetti e Anime, ha coltivato da se una grande passione per la letteratura e gli studi umanistici. E’ il titolare di Studio70.

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