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Troisi e Camus: un confronto possibile
11 gennaio, 2021   |  

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Trent’anni fa usciva Pensavo fosse amore… invece era un calesse di Massimo Troisi (1953-1994), tra i più grandi film d’amore dell’intera cinematografia italiana. Ne viene qui proposta un’analisi inedita, accostandolo ad Albert Camus (1913-1960), con il quale evidentemente l’autore napoletano non condivideva solo il destino di prematura scomparsa.

di Giusy Aliperti

Pensavo fosse amore… invece era un calesse (1991) mi ricorda spesso il Caligola di Albert Camus. Nell’opera teatrale dell’autore francese, l’imperatore Caligola è disperato per la morte della sorella-amante Drusilla. Consapevole dell’infelicità umana, inizia a vessare gli uomini fin quando va incontro al suo destino, morte per congiura. Ma la svolta, l'”assurdità” del testo, arriva quando Caligola non riesce più a trovare ragioni per vivere perché la sofferenza per amore che credeva eterna è svanita. Credeva che avrebbe amato Drusilla per sempre, alla morte dell’amata all’amore si è sostituito il dolore della sua perdita, l’atroce consapevolezza che non ne sarebbe mai guarito.

Eppure un giorno quell’amore e quella sofferenza a cui aveva consacrato ogni cosa passano, svaniscono, eppure un giorno guarisce. E allora che senso ha tutto questo? Se anche ciò che credeva eterno invece è transeunte? Così Tommaso in Pensavo fosse amore… invece era un calesse fa di tutto per tornare con Cecilia: il suo struggimento amoroso è da manuale, addirittura con tentativi di suicidio, corteggiamento disperato, desiderio di morte del nuovo compagno. Cecilia torna, i due devono sposarsi ma lui non si presenterà mai all’altare. Va dalla fattucchiera ed esclama: “e allora com’è che non l’amo più?” E io, a questa scena, ogni volta mi commuovo pensando al mistero che riguarda il sentimento amoroso, a come sia possibile che qualcosa che ogni volta abbiamo creduto assoluto, scompaia. Com’è possibile che passi? Che un giorno le nostre prospettive e visioni si ribaltino?

Non è un film perfetto questo di Troisi ma riesce a rappresentare con onestà la tragicommedia che è il rapporto a due su cui noi umani ci ostiniamo nonostante tutto a credere.

Photo: Facebook (meme da un frame del film).

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