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Ryan Gander alla Fondazione Morra Greco fino al 18 maggio. Perdersi in se stessi.
16 aprile, 2012   |  

 

C’è sempre un punto che l’artista insegue. Il più delle volte senza coscienza. Il contatto tra il suo pensiero – la sua opera – e quello dell’altro – il pubblico. C’è un momento in cui tutto questo si sublima nell’assenza di uno dei due, e l’artista rischia autistici narcisismi. Come in un gioco di coppia. In quel punto, in quel momento incontrerete l’opera di Ryan Gander e il suo pensiero sarà nella stessa stanza. Forse aleggeranno anche perplessità e indifferenza. O forse vi sentirete pervasi da uno spirito intimo di comunanza. Alcuni la chiamano arte.

Ryan Gander «Lost in my own recursive narrative»
Fondazione Morra Greco, Largo Proprio D’avellino 17, Centro Storico, Napoli
info@fondazionemorragreco.com – +39 081210690
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Michela Iaccarino

Autore : Michela Iaccarino

Leone ascendente scorpione. Classicista. Originaria della penisola sorrentina, trentenne. Eterna studentessa alla facoltà di Filosofia della Federico II. Collaboratrice e fotografa presso l’Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema, i Quaderni di Cinemasud e CNN Italy. Ama ripetere: “La fotografia è la più verosimile delle menzogne”.

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