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Pedro Felipe di Emanuele Tirelli: la complessità nella semplicità
14 maggio, 2016   |  

pedroQualche giorno fa ho avuto il piacere di presentare, presso la libreria “Iocisto” di Piazzetta Fuga, il romanzo di Emanuele Tirelli, Pedro Felipe (Caracò Edizioni) , ed è stata una buona occasione per rileggerlo (per la terza o quarta volta).

So che l’autore in questione, che io stimo tantissimo professionalmente e umanamente, non ama molto le analisi capillari, ma vorrei fare lo stesso qualche considerazione. E preciso, sin da ora, che non dirò nulla della trama, poiché Pedro Felipe ha una trama semplice e complessa allo stesso tempo, che non posso e non voglio svelare.

Mi soffermo quindi su altri elementi. Credo che Pedro Felipe sia un esordio eccellente nel romanzo, un testo emotivamente maturo e dalla scrittura precisa, dove nulla è lasciato il caso. Le parole di Tirelli sono fatte e posizionate con una musicalità forte, sinuosa, avvolgente il lettore, e soprattutto non pretestuose ma anzi necessarie per la storia che va raccontando.

Pedro Felipe è un romanzo di contrasti, un romanzo di viaggio ante litteram, fatto di sospensioni, allontanamenti e avvicinamenti del protagonista, Pedro Felipe Colella per l’appunto (spagnolo, dal nome alla Rino Gaetano, e un cognome napoletano), verso una realtà immaginata, sospesa o ricordata  (la Spagna dove va a vivere) e una realtà “vera” (la Milano dove si deve trasferire per motivi di famiglia sin da bambino).

È un romanzo sulla menzogna, elemento che chiude ogni capitolo, una biografia fittizia di un personaggio, che pur trae spunto da elementi sinceri del suo autore, in un gioco a cui il lettore deve prendere parte. E si badi bene che la menzogna non per forza di cose esclude la verità (come neanche viceversa), ma anzi la ingloba, perché menzogna e verità sono complementari tra di loro. Così si evinceva in James di Giro di vite, libro caro a Tirelli, così ci insegna Orson Welles in F for Fake, film caro a me. Un romanzo all’apparenza semplice, ma di grande complessità, quindi. E di più non dico. Altrimenti diventerebbe effettivamente un’analisi.

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Armando Rotondi

Autore : Armando Rotondi

È docente di Letteratura Italiana a L'Orientale di Napoli e Full-Time Lecturer in Performance Theory, History and Criticism e in Story-Telling a Barcellona. Precedentemente è stato Adjunct Prof. presso la Nicolaus Copernicus University di Torun (Polonia) e ricercatore in visita a Bucarest e ha insegnato Discipline dello Spettacolo e dei Grandi Eventi al Corso di Laurea in Scienze del Turismo dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Dopo essersi laureato in teatro e cinema presso la “Federico II” e “La Sapienza” di Roma, ha conseguito il Dottorato di Ricerca all’University of Strathclyde di Glasgow. È stato traduttore per il Tron Theatre di Glagow. Iscritto come giornalista al Chartered Insitute of Journalist (UK), ha pubblicato quattro monografie, un volume in curatela e circa cento tra articoli scientifici, schede di catalogo e voci di dizionario/enciclopedia. È stato inoltre relatore in più di venti convegni internazionali in Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Polonia, Romania, Turchia, Irlanda e Repubblica Ceca.

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