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LA SCHIAVA PADRONA
10 aprile, 2014   |  

LA SCHIAVA PADRONA

E’ stato scelto un venerdì sera per presentare al pubblico “LA SCHIAVA PADRONA” ultimo romanzo scritto da Anna Maria SOMMA edizioni Albatros.

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Nelle sale del Circolo Internazionale di Castellammare di Stabia il 4 Aprile oltre un centinaio di persone, hanno seguito con attenzione e partecipazione la presentazione del nuovo romanzo di Anna Maria Somma “La schiava padrona”.

La presentazione di Pierluigi Fiorenza (Giornalista) attenta e profonda, diversamente non avrebbe potuto essere considerando le importanti tematiche lungo le quali i diversi personaggi del romanzo si intrecciano.
Bulimia, rapporto madre e figlia, la violenza sulle donne sono solo definizioni che non possono far altro che catalogare complessi universi. Universi scomodi per la maggior parte delle persone, fastidiosi da affrontare e da fare solo, distrattamente e superficialmente, quando ne parlano i TG.
Anna Maria Somma ha deciso di affrontarle, calandosi nella realtà in cui viviamo, nel nostro tempo ed utilizzando dialoghi e modalità comuni ai giovani. Non a caso, parte del romanzo trova la sua materializzazione, tra le righe virtuali del più noto e controverso social networks, Facebook.

Sara, Davide, Alessia sono alcuni dei protagonisti che con le loro storie raccontano la nostra società nel modo vero e crudo in cui è oggi. Una società priva di riferimenti, che riesca ad affrontare le reali problematiche in modo netto e definito.
La violenza sulle donne ne è una chiara dimostrazione. Il termine “Femminicidio” stà sempre di più entrando, tragicamente, nel lessico comune eppure nulla si riesce a cambiare di una legge che palesemente è inadeguata per fronteggiare il dilagare di questa piaga.

PAS_2451Nonostante la complessità di pubblicare un nuovo autore, i temi trattati e la semplice profondità del testo realizzato da Anna Maria Somma hanno convinto Adriano Fiore (Direttore Editoriale Albatros Edizioni) a dar seguito alla pubblicazione del romanzo. Così “La schiava padrona” ha trovato carta ed inchiostro, le stesse che hanno dato forma al primo romanzo “Un viaggio lungo una vita”.

Le catene che imprigionano i personaggi sono potenti quando simboliche.

Magari, fossero state fuse ed inanellate nel metallo più duro che si possa immaginare, ci sarebbe stata una speranza di spezzarle con la forza della carne. Le catene di cui si legge in queste pagine, legano i personaggi e li imprigionano a paure, pregiudizi, debolezze. Riusciranno, malgrado tutto, a trovare la forza per liberarsene?

Come ha detto simpaticamente Adriano Fiore alla presentazione, comprate il libro e lo scoprirete.

Ed è giusto che sia così.

La musica del Maestro Luigi Belati si è alternata alla bellissima voce di Carlo Alfaro che a tratti ha letto brani del romanzo attirando l’attenzione di tutto il pubblico, hanno condito perfettamente la serata.

Non abbiate paura di leggere ciò che spesso si pensa sia qualcosa che non interessa noi, “non ci tocca”!

Foto – Pasquale Sanseverino

 

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