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ALCHIMIE di Sarah MOON: fotografia come imbalsamazione del reale
26 gennaio, 2015   |  

Ogni fotografia è l’ultimo testimone, se non l’ultima testimonianza di un momento che altrimenti sarebbe perduto per sempre; è il senso della perdita e del tempo che passa…”.

Sarah Moon (vero nome Marielle Hadengue)

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Alchimie é indiscutibilmente la visione catartica delle varie forme di vita (vegetale, minerale, animale) e restituisce la fragilità della vita in appena 50 scatti.

Sarah MOON é una fotografa straordinariamente sensibile, profondamente introspettiva che come una degli ultimi Alchimisti si aggira per il mondo per creare l’illusione, animare l’inanimato.

Dittico

Benché si sia formata professionalmente con l’amicizia di fotografi votati all’autenticità dell’istante, come Robert Frank ed Henry Cartier-Bresson, la sua strada é stata indiscutibilmente votata alla fotografia quale atto di “libertà”. Una libertà stilistica e concettuale profonda, che non necessitava di documentare la realtà, ma voleva trasmettere le visioni oniriche e surreali del suo vedere.

La mia visione é come imbalsamata e fissa, visto che l’istante è già morto quando lo colgo.

Così descrive il suo lavoro Sarah Moon.

Ed è così che le immagini realizzate con la sua Polaroid risultano allo sguardo dei fortunati che hanno visto l’omonima mostra o chi sfoglia le pagine di Alchimie.
In un ambiente surreale in cui vita in gabbia e vita passata ed imbalsamata incontrano la loro anima vagante.

Dittico 2

Sarah MOON inizia a vagare ed a comporre i fantasmi che vede, così come ha sempre fatto nei suoi lavori. Indaga le ombre e le luci, costruisce le sue scenografie ed aspetta che la luce sia dove vuole.
Le forme di vita e di non vita si fondono nella profondità delle sue polaroid.

L’apparente fragilità della natura in tutte le sue forme si trasforma e si fortifica in attesa della catarsi che solo lo strappo della carta dalla polaroid può produrre. Gli scatti che compongono Alchimie sono una dimostrazione di come ogni autore interpreta la visione del reale attraverso i suoi sentimenti e come questi restano indiscutibilmente parte pregnante degli scatti.

Benché la produzione di Sarah MOON sia indiscutibilmente coerente nell’arco degli oltre trent’anni di carriera, in Alchimie la poetica e l’onirica visione dell’inizio della sua produzione si fa decisamente più grave e profonda, un’indiscutibile inquietudine si percepisce dagli scatti e il testo di presentazione curato da José Chidlovsky lo descrive con acume e chiarezza:

…tanto queste vite sembrano vicine alla morte e queste morti ancora segnate dai palpiti della vita, che ci scopriamo proiettati nella nebbia di un tempo sospeso; un tempo vicino al futuro anteriore. E in questi sprazzi dai ricordi incerti, alla superficie di quei tremiti di vita e di morte, galleggia senza fine l’ombra della fotografa stravolta di angosce e di vita.

(José Chidlowsky da Alchimie di Sarah Moon)

 

 

Tutte le foto presenti nell’articolo sono tratte dal libro Alchimie di Sarah Moon edito da Contrasto.

http://www.contrastobooks.com/product_info.php?products_id=548

ALCHIMIE di Moon Sarah

Testi di José Chidlovsky

20×25 cm
72 pagine
50 fotografie a colori e b/n
brossura

€24.90

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