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“La doppia vita dei numeri”: il Capodanno partenopeo di Erri De Luca
18 dicembre, 2012   |  

A Napoli – è cosa nota – i numeri vivono una vita singolare: gli investimento semantici, sovente arbitrarî, ad essi attribuiti dalla tradizionale “Smorfia”, costituiscono i mattoni con cui si costruiscono gli edifici di infinite vite possibili, «fatti della materia di cui sono fatti i sogni», per dirla con il Bardo. Sogni con cui il napoletano medio pensa di “svoltare”, azzeccando un ternosecco sulla Ruota di Napoli.

È di questa peculiare vita numerica, di questa misteriosa cabala onirica, che ci parla Erri De Luca nel suo nuovo libro, La doppia vita dei numeri (Feltrinelli, 69 pp., € 8). Questo napoletano del Nord, moderno, amante dell’alpinismo e cittadino del mondo, porta tuttavia incise dentro di sé le stimmate di un pensiero del mondo che all’ombra del Vesuvio trova il suo ombelico; la sua ultima fatica letteraria è un testo teatrale, un gradevole pout pourri di omaggi, volutamente non celati: in primis all’Eduardo di Questi Fantasmi, al preciso portato semantico della gestualità del suo teatro, e del gran teatro di Napoli in generale (a Napoli ogni gesto ha un significato, e solo quello!); ma anche alla tradizione letteraria dei contes de Noël, data l’ambientazione natalizia, e alle ghost stories erudite (leggi Wilde e James), calati in una congeniale salsa partenopea. Da sapiente etnografo della napoletanità, De Luca sa che i fantasmi sono di casa nella città di Partenope: monacielli, ‘mbriane, spiriti e spiritelli vari delle ingenue sopravvivenze popolari, ma anche i tanti spettri delle leggende cittadine o il semplice dialogare con i defunti al cimitero alla stregua di persone vive; per non parlare delle declinazioni che le feste natalizie assumono a Napoli, con il loro corollario di religiosità tradizionale, presepi e dolci tipici.

Sulla pagina di De Luca tutto questo assume le voci e le sembianze di un lui e una lei, fratello e sorella, in un cenone di Capodanno partenopeo illuminato dai fuochi artificiali; giocheranno una tombola speciale: sulla tavola ci sono quattro cartelle, perché ai due si uniscono due presenze misteriose, giunte «da un oltremare del tempo»…

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Salvatore Iorio

Autore : Salvatore Iorio

Nato a Torre Annunziata (Na) il 29 agosto 1979 e laureato in lettere moderne, è redattore di Quaderni di Cinemasud, periodico di cultura cinematografica. Ha pubblicato saggi e articoli anche su Cinemasessanta e Airsc-Notizie. Ha lavorato come aiuto-regia per Ettore Massarese negli spettacoli Cinematografo (2006 – 2007) e Santo Pulcinella, il demonio e les amis du jeu (2007), per Mario Amura nel videoclip Mexico (2005) e per Marcello Amore nel cortometraggio L’estro di Mario (2009). Ha pubblicato un contributo nella monografia collettiva Alberto Grifi: Oltre le regole del cinema (Mephite, 2008). Ha curato la monografia Per Massimo Troisi. Saggi, ricordi, riletture (Mephite, 2010), dedicata al grande comico napoletano, e Cronache futuriste (1932 – 1935) di Emanuele Caracciolo (Mephite, 2012), raccolta degli scritti critici del regista cinematografico perito nella strage nazista delle Fosse Ardeatine.

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