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International Tattoo Fest di Napoli: tatuaggio e festival culturale
14 maggio, 2016   |  

tattooChi legge, anche ogni tanto, qualche mio articolo sa benissimo che ho dei pallini fissi. Uno di questi è il rapporto tra Napoli e i festival (la distinzione in questo momento tra eventi e grandi eventi non mi interessa), piangendo molte volte la scomparsa del Neapolis o di Galassia Gutenberg. La mancanza, quindi, di quei festival culturali di ampio respiro che spettano a una città delle dimensioni di Napoli.

Vi sono esempi di realtà che funzionano. Penso sicuramente al Napoli Comicon che è riuscito a porsi su scala internazionale come uno dei più importanti e prestigiosi eventi legati al fumetto e all’arte sequenziale. Vedremo come sarà il Napoli Teatro Festival Italia  del nuovo corso firmato Franco Dragone. Spero che realtà varie, come il Festival Internazionale del ’700 Musicale Napoletano, possano crescere e che il Futuro Remoto di Piazza Plebiscito consolidarsi in questo format.

Insieme al Comicon, ho sempre pensato di annoverare tra le kermesse culturali di successo, anche per la crescita esponenziale avuta nel corso degli anni, l’International Tattoo Fest che sarà alla Mostra D’Oltremare dal 20 al 22 maggio. Non deve sorprendere, a mio avviso, il fatto di associare  il tatuaggio al festival culturale. Il tatuaggio è a tutti gli effetti arte e cultura. Va, può e deve essere studiato con tutte le sue implicazioni culturali, artistiche e sociali. E va, può e deve essere apprezzato e visto come le altre forme  d’arte. Si pensi alla bella mostra di Parigi dell’estate 2015 al prestigioso Musés du quai Branly che ha fornito una panoramica davvero interessante del tatuaggio nelle vaie culture del mondo a 360° (non soltanto le ben note tradizioni giapponese o maori o aborigene), con un excursus ad esempio sulla simbologia religiosa, sino al tatuaggio moderno. Lo stesso utilizzo della parola “tela” implica la componente artistica.

Ecco, quindi, che l’International Tattoo Fest è un occasione per vedere le diverse facce del tatuaggio, dall’’arte alla goliardia, con maestri italiani e internazionali  (quasi 300 ospiti) e a tre giorni, come possiamo leggere anche sul sito, dedicate “alle nuove espressioni artistiche legate al mondo della body-art e della body-modification”.

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Armando Rotondi

Autore : Armando Rotondi

È docente di Letteratura Italiana a L'Orientale di Napoli e Full-Time Lecturer in Performance Theory, History and Criticism e in Story-Telling a Barcellona. Precedentemente è stato Adjunct Prof. presso la Nicolaus Copernicus University di Torun (Polonia) e ricercatore in visita a Bucarest e ha insegnato Discipline dello Spettacolo e dei Grandi Eventi al Corso di Laurea in Scienze del Turismo dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Dopo essersi laureato in teatro e cinema presso la “Federico II” e “La Sapienza” di Roma, ha conseguito il Dottorato di Ricerca all’University of Strathclyde di Glasgow. È stato traduttore per il Tron Theatre di Glagow. Iscritto come giornalista al Chartered Insitute of Journalist (UK), ha pubblicato quattro monografie, un volume in curatela e circa cento tra articoli scientifici, schede di catalogo e voci di dizionario/enciclopedia. È stato inoltre relatore in più di venti convegni internazionali in Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Polonia, Romania, Turchia, Irlanda e Repubblica Ceca.

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