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Paleocontemporanea: arte e trascendenza alle Catacombe di San Gennaro
21 settembre, 2013   |  

Alla riscoperta di siti antichi e sacri attraverso l’arte contemporanea: passato e presente si incontrano in una grande rassegna concepita “dal basso”.

PaleocontemporaneaPaleocontemporanea ha aperto i battenti ai visitatori il 19 settembre. Sessanta le opere di artisti contemporanei napoletani disposte nei siti “sacri” delle Catacombe di San Gennaro. Un  percorso emozionante, tra luce e penombra, tradizione e modernità.

A presentare la mostra, nella Chiesa del Buon Consiglio di Capodimonte, è  Padre Antonio Loffredo, parroco della Sanità, tra i promotori dell’iniziativa.  Accanto a lui, oltre a padre Milkau, decano della chiesa Luterana,  c’è  il Cardinale Sepe, che esordisce: “San Gennaro stamattina ha fatto il miracolo, ma il miracolo più sorprendente è questa mostra che mette insieme realtà tanto diverse“.  Non gli si può dare torto: Il concept di Paleocontemporanea è di  EsseArte dei fratelli Scuotto, insieme a La Paranza Onlus, associazioni presenti nel Quartiere Sanità che  si occupano rispettivamente della diffusione di arte e della gestione di siti archeologici e che coinvolgono, per le loro iniziative, soprattutto giovani, ma  accanto a queste realtà “di base” e alla Arcidiocesi, c’è  il Sovrintendente del Polo Museale, Fabrizio Vona, che ha messo a disposizione il know how per l’allestimento. Una sinergia inedita.

Le opere sono disposte in tre luoghi diversi, tutti inclusi nel grande complesso delle Catacombe: gli Ipogei della Chiesa del Buon Consiglio,  la Chiesa di San Gennaro Extra Moenia e le Catacombe vere e proprie.

La folla di visitatori riesce a fluire attraverso le grandi stanze sotterranee degli Ipogei. Le opere –  tele,  istallazioni, video –  sono disposte con grande cura, in un allestimento che ne rispetta proporzioni e prospettive, senza alcun effetto di sovrapposizione.

Ma l’emozione più forte arriva quando  si scende alle Catacombe. Qui le istallazioni si mimetizzano nello scenario di per sé irreale delle gallerie scavate nel tufo, nelle nicchie, o attraverso gli archi asimmetrici, di  cui la illuminazione, curatissima, evidenzia rilievi e difformità. Un ambiente chiaroscurale scavato nella pietra, pieno di cavità,  primitivo nella sua essenza, dunque “paleo”.  D’altro canto le opere che si annidano negli spazi delle catacombe hanno la volatilità dell’arte contemporanea,  la sua duttile capacità  di dialogare con gli spazi: libri infilati nelle nicchie, a formare una biblioteca che sembra invecchiata con le pietre; uno specchio circolare, che crea una improvvisa profondità, nella quale si tuffa una figura distesa, ma si capovolgono anche le sagome dei visitatori; un video rintanato tra due pareti dal quale fuoriescono suoni disparati, voci di strada.  Ecco, quindi, svelato l’arcano del titolo: Paleocontemporanea.

L’ultimo approdo è alla Chiesa di San Gennaro extramoenia, che pochi conoscono. Qui campeggia lo schermo dove scorrono  in loop foto di Mimmo Jodice,  che mostrano una Napoli degli anni Sessanta e Settanta  in bianco e nero. “Paleo” anche loro? Di  classica intensità.

Grazie all’arte, come afferma padre Milkau, “la materia riceve un ritocco simbolico”.  Sarà questo ritocco a spingere l’osservatore oltre il visibile, a farsi domande sul tempo e sull’origine?  Una cosa è certa, scendere negli ipogei, nei sotterranei, nelle catacombe, è come entrare in uno spazio-tempo diverso, in un cunicolo che congiunge passato e presente.  E Napoli, che di questi cunicoli è ricca, concepisce artisti che ne esplorano, metaforicamente, le tortuosità. La rassegna mette in evidenza la vitalità dei loro linguaggi ed anche un humus comune.

La mostra resterà aperta fino al 6 gennaio e include, oltre alle Catacombe,  quattro poli di estremo prestigio: il Museo Archeologico Nazionale, dove attualmente è esposto il lavoro di Gerardo di Fiore, O Mythos deloi oti, il Museo di Capodimonte, che ospita un’opera site-specific di Nino Longobardi nell’antisala Borgia, l’osservatorio Astronomico di Capodimonte, che ospiterà i dieci finalisti under 40 della mostra. Il biglietto unico Paleocontemporanea include gli ingressi a tutti i siti della mostra. Il costo è di 16 euro

Informazioni ulteriori sul sito www.paleocontemporanea.it

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Paola Mazzarelli

Autore : Paola Mazzarelli

Paola Mazzarelli, napoletana, ha studiato all’Istituto Universitario Orientale, si è laureata col massimo dei voti in Lingue e Letterature Straniere Moderne. Si è occupata di: teatro (spettacoli e laboratori, recensioni); riviste (redattrice, editor); pittura (busking e mostre). La poesia e la scrittura restano le sue abitudini più incallite. Insegna Inglese in una scuola superiore di Napoli.

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