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I bozzetti di Vincenzo Gemito in mostra a Capodimonte
11 gennaio, 2015   |  

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È bello rivedere Napoli nuovamente piena di mostre artistiche come altre città italiane. Non perché l’arte e la cultura fossero venute a mancare a Napoli, ma negli ultimi anni l’organizzazione di mostre era stata deputata ad un fermento culturale fatto di associazionismo, gallerie private e altro ancora. Sembravano lontani i tempi delle grandi mostre “istituzionali” all’Archeologico o a Capodimonte. Fortunatamente con il 2014 la tendenza sembra cambiata e speriamo continui così in questo 2015. Il Madre è di nuovo forte e attivo, il PAN, dopo Warhol, presenta Obey, e altre mostre si organizzano o sono state presentate, ragionando in modo molto intelligente.

In mancanza di grandi nomi internazionali, ad eccezione forse di Obey (lo stesso Warhol era in concorrenza con la grande mostra di Roma), si è preferito muoversi nell’ambito “locale”, utilizzando l’immenso patrimonio che Napoli possiede e che la pone sicuramente tra le più grandi capitali culturali del mondo, per storia e tradizioni. Sono così nate le esposizioni degli ori angioini al Museo di San Gennaro, in attesa che il Tesoro torni al proprio posto dopo il tour fuori, e la stupefacente e impressionante Il Bello o il Vero. La scultura napoletana del secondo Ottocento e del primo Novecento presso il Complesso Museale di San Domenico Maggiore, visitabile ancora sino al 31 gennaio. A queste si aggiunga, alle Gallerie d’Italia, la piccola e preziosa Tanzio da Varrallo incotra Caravaggio, giunta agli ultimi giorni.

In questo contesto inseriamo Vincenzo Gemito dal salotto Minozzi al Museo di Capodimonte, sino al 16 luglio, al Museo di Capodimonte. Una mostra interessante, bella, ben costruita, che si sviluppa nelle ultime sale del secondo piano del Museo di Capodimonte, un world class museum, come si legge nelle varie guide in inglese su Napoli, che, nonostante sale chiuse e problemi, impressione per la mole e la bellezza della sua collezione.

Gemito è tra gli artisti fondamentali di Napoli, uno di quegli intellettuali che hanno plasmato l’identità della città e ne sono stati, allo stesso tempo, plasmati. Scultore dal tratto realistico riconoscibile, Gemito viene presentato attraverso l’esposizione di 90 bozzetti e disegni, più busti di terracotta e bronzi, proveniente dalla collezione dell’ingegnere Achille Minozzi recentemente acquisita. Si rimane stregati dalla capacità artistica di Gemito nel ritrarre la realtà napoletana, ancor prima che attraverso la scultura, con i suoi disegni, bozzetti, studi, tutti espressivi, opere d’arte a se stante, dai ritratti di personalità a veri e propri spaccati di strada.

Unica pecca è la mancanza di un catalogo. Avrebbe davvero arricchito la già preziosa mostra.

Per infohttp://www.polomusealenapoli.beniculturali.it/mostre_cp.asp

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Armando Rotondi

Autore : Armando Rotondi

È docente di Letteratura Italiana a L'Orientale di Napoli e Full-Time Lecturer in Performance Theory, History and Criticism e in Story-Telling a Barcellona. Precedentemente è stato Adjunct Prof. presso la Nicolaus Copernicus University di Torun (Polonia) e ricercatore in visita a Bucarest e ha insegnato Discipline dello Spettacolo e dei Grandi Eventi al Corso di Laurea in Scienze del Turismo dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Dopo essersi laureato in teatro e cinema presso la “Federico II” e “La Sapienza” di Roma, ha conseguito il Dottorato di Ricerca all’University of Strathclyde di Glasgow. È stato traduttore per il Tron Theatre di Glagow. Iscritto come giornalista al Chartered Insitute of Journalist (UK), ha pubblicato quattro monografie, un volume in curatela e circa cento tra articoli scientifici, schede di catalogo e voci di dizionario/enciclopedia. È stato inoltre relatore in più di venti convegni internazionali in Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Polonia, Romania, Turchia, Irlanda e Repubblica Ceca.

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